Il confronto parte con i padroni di casa subito alla ricerca della rete del vantaggio e all’ottavo Mercurio, ben appostato in area, non riesce a controllare la sfera facilitando l’intervento del portiere ospite. Due minuti più tardi Galdi lavora un ottimo pallone sulla sinistra e mette al centro per Vicentin che di testa impegna severamente Allocca. Al ’15 è ancora l’argentino ha cercare la strada del gol, ma è provvidenziale la chiusura in angolo di Balestrino. L’Angri preme cercando di aumentare il ritmo della gara è al ’17 ottiene un calcio di rigore per un evidente fallo di Balzano ai danni di Galdi che viene steso proprio sotto il vigile sguardo dell’arbitro. Decisione ineccepibile. Dagli undici metri Sekkoum realizza e stempera la tensione di un Novi debordante di entusiasmo. Il Terzigno accusa il colpo è accenna una timida reazione con una conclusione di Pagano che si spegne debolmente tra le braccia di Gargiulo. Alla mezz’ora i grigiorossi hanno l’occasione per raddoppiare con Galdi che non riesce ad imprimere la giusta forza alla sfera a pochi passi dalla porta rossonera. Nel finale della prima frazione di gara Vicentin anticipa in uscita l’estremo difensore ospite che commette un plateale fallo che consegna il secondo rigore all’Angri. Sekkoum non cambia angolo, ma stavolta Allocca compie un grande intervento e respinge tenendo ancora in partita un indomito Terzigno. La ripresa delle ostilità registra una totale metamorfosi con i rossoneri assoluti padroni delle manovre di gioco e con i padroni di casa che cominciano ad accusare le fatiche dei primi quarantacinque minuti. Il cannoniere Pagano sale in cattedra presentandosi in diverse occasioni nell’area angrese e al ’60 prova con una deliziosa palombella a sorprendere Gargiulo che si esibisce in un prodigioso intervento. I salernitani sono in evidente affanno e il Terzigno cerca di approfittarne, ma la rete del pareggio arriva grazie ad un grave errore di Gigi Manzo che commette un fallo assurdo ai danni di Silva. Il direttore di gara comanda il penalty e dal dischetto Pagano conferma le doti di cannoniere. La rete gela l’impianto angrese e la tifoseria inizia a manifestare il proprio dissenso in maniera rumorosa, ma assolutamente civile. La sfida si avvia al termine, ma le emozioni arrivano a grappoli proprio negli ultimi dieci minuti. L’Angri realizza la seconda rete al ’86 con il giovane Miranda, subentrato a Sekkoum, che sotto misura infila l’incolpevole Allocca. Vittoria consolidata? Tutt’altro. Pochi minuti dopo è ancora Pagano a riequilibrare le sorti dell’incontro con una azione solitaria che manda in bambola Gigi Manzo e fissa il risultato sul 2-2. Il pareggio non serve ai grigiorossi e il pubblico lo testimonia in modo plateale. L’Angri, in debito di energie, trova il match-point in pieno recupero grazie alla rete in mischia di Mercurio è il 3-2 finale. Finisce con la contestazione dei tifosi nei confronti dei calciatori grigiorossi a cui vengono riservati fischi e un “vergognatevi” che fotografa per intero l’impegno dell’undici del cavallino rampante. Enzo D’Antuono
Partita senza storia. Il Savoia impone le sue superiori qualità tecniche unite ad una condizione atletica che si avvia verso l'eccellenza e per l'Angri è notte fonda. Mai quest'anno, i torresi avevano espresso un gioco così godibile e ricco di spunti. Buon segno in vista della post-season oggi matematicamente conquistata. Primo tempo di grande intensità con gli uomini di Ricciardi subito in vantaggio (5') grazie ad Ingenito: è' un falco l'ex sommese, quando si avventa su una palla ballerina in piena area grigiorossa e batte l'incolpevole Gargiulo. Lo svantaggio non scuote i salernitani troppo timidi in fase di impostazione e dunque costretti sempre sulla difensiva dove peraltro, non appaiono impeccabili; è' solo l'eccessiva precipitazione ad impedire a Di Bonito (11' ) l'esordio nel tabellino marcatori: il tiro al volo è sporco e la palla esce a lato sia pure di un nulla. Eccellente nell'occasione, l'azione di Ianniello che s'inventa un gran dribbling sul diretto antagonista prima di lanciare il compagno. La faciltà di disporre dell'avversario a proprio piacimento però, non giova alla concentrazione. Allo scoccare del primo terzo di partita infatti, Ingenito esalta il n.1 ospite che si permette il lusso di parargli un rigore. Debole e centrale la conclusione dagli undici metri, Gargiulo non si sporca nemmeno la maglietta respingendo senza patemi il " passaggio" del goleador torrese.La massima punizione è dovuta allo scatenato Di Bonito che innesca il turbo per involarsi verso la porta ospite prima di essere atterrato dal portiere. Ma è un Angri troppo fragile quello in campo e nemmeno questo brivido inietta adrenalina nelle gambe mollicce dei ragazzi di mister Russo. E allora è sempre biancoscudata la cronaca del match che si riempie di azioni gol sempre incredibilmente fallite. Alla mezz'ora è l'onnipresente Di Bonito a far paura agli ospiti con un altro tiro al volo rasente il palo lontano della porta salernitana, poi tocca ad Ingenito graziare per la seconda volta Gargiulo indirizzando alle ortiche un tiraccio da posizione invidiabile e non pressato. Al 39', toh!, c'è anche un'altra squadra in campo. La si vede grazie ad un calcio franco di D'Agostino su cui Merola si oppone bellamente.Finisce qui la reazione ospite. In pieno recupero invece, dall'altra sponda ci sarebbe ancora un rigore questa volta su Marra nettamente atterrato da A. Manzo, ma Misson di Prato preferisce sorvolare. E c'è anche Avolio ad esaltare l'impegnatissimo Gargiulo con una palla destinata al gol. Ripresa. Ci si attende il solito calo dei bianchi complice anche un caldo estivo e invece il Savoia sorprende positivamente imponendo alla partita ritmi incalzanti. L'Angri guarda, resta pure in dieci per l'espulsione di Incarnato e non oppone nulla, ma proprio nulla che possa quantomeno rincuorare i civilissimi supporter al seguito. Anzi, al 26' subisce il raddoppio con Bagnara ( poi espulso improvvidamente per doppia ammonizione ) che va a raccogliere una semirovesciata di Ottobre sugli sviluppi di un corner di Marra prima di affondare definitivamente sul finire, per opera di un rigore di Ottobre assegnato per fallo sacrosanto su Di Bonito da parte di L.Manzo. Matteo Potenzieri
I grigiorossi hanno avuto l’opportunità di ipotecare la permanenza nella massima categoria dei dilettanti, ma il sogno è sfumato a qualche minuto dalla fine con la rete di Grillo che ha regalato un meritato pareggio ai molisani. La squadra di mister Russo ha prodotto occasioni da rete con il contagocce e nella seconda frazione di gioco non ha mai impegnato l’estremo difensore biancorossa che ha vissuto una domenica di assoluta tranquillità. Troppo rinunciatario l’assetto della compagine salernitana che dopo la rete dell’iniziale vantaggio realizzata da Mercurio ha tirato i remi in barca rinunciando, quindi, ad attaccare per trovare la rete del raddoppio. Nei pensieri dell’allenatore angrese c’era l’intenzione di difendere il minimo vantaggio con un squadra che ha mostrato evidenti lacune sia sul fronte tattico che sul versante atletico. La seconda parte della contesa è stato un autentico monologo dei molisani che in svariate occasioni hanno minacciato la porta dei padroni di casa difesa in maniera esemplare dal numero uno Gargiulo. I grigiorossi sono apparsi in perenne affanno e con le batterie, sicuramente, da ricaricare in vista della volata finale che si preannuncia molto più insidiosa di quanto si potesse immaginare. Il rendimento registrato sotto la guida di Russo parla di una sola vittoria e ben sei pareggi necessari per tenere a galla le speranze della tifoseria del cavallino rampante che alla fine dei novanta minuti ha riservato solo fischi all’undici salernitano che ha confermato le notevoli difficoltà.L’avvio di gara riserva poche emozioni e l’atteggiamento rinunciatario degli ospiti lascia intuire ad un salomonico pareggio. L’Angri è costretta ad elevare il ritmo della gara e si affida al dinamismo di Amarante e alla verve di Mercurio in prima linea. La prima vera occasione da rete capita sui piedi di Vicentin che si infila in un corridoio centrale, ma viene fermato con i piedi da Rea. Sulla respinta del pipelet Galdi ribadisce in porta, ma la conclusione viene respinta sulla linea da De Rosa. Sette minuti dopo arriva la rete dei padroni di casa: calcio di punizione dalla destra di Amarante incornata di Vicentin che colpisce l’incrocio dei pali, la sfera carambola sui piedi di Mercurio lesto a depositare la palla in fondo alla rete. Al’ 37 il Bojano comincia a sviluppare gioco e con Tornatore sfiora le rete evitata da un provvidenziale intervento di D’Agostino. Sugli sviluppi del corner Gargiulo si prodiga con un maestoso intervento ed evita il pareggio sulla zampata ravvicinata di De Rosa. Il tempo si conclude con i molisani padroni del campo e con l’Angri rintanata nella propria metà campo. Il secondo tempo riparte con l’identico copione e con l’azione degli uomini di La Cava che diventa sempre più minacciosa. La rete del pareggio è nell’aria e viene evitata solo grazie alle parate di Gargiulo. Il portiere angrese al 42’ si rende protagonista di un miracolo distendendosi sulla bordata dalla distanza di Tornatore, l’azione prosegue e su traversone dalla sinistra Grillo svetta più in alto dei distratti difensori angresi e infila Gargiulo. L’ennesimo pareggio contribuisce a gelare gli animi della tifoseria grigiorossa costretta a penare sino al termine del campionato. Enzo d’Antuono
Pareggio quasi insipido tra Scafatese e Angri. Un risultato che alla fine
potrebbe andare bene ad entrambe le cugine
Trionfo
dell’Angri al “Pastena”. I grigiorossi espugnano Battipaglia con una
prestazione sopra le righe e sprangano le residue speranze dei bianconeri di
risalire la china. Quattro reti, due per tempo, che aprono le porte
dell’Eccellenza alle zebrette e accendono la civile contestazione degli
ultra bianconeri. Di contro la gioia dei supporter grigiorossi, protagonisti
a fine gara di una pacifica invasione di campo.
Parte bene la formazione grigiorossa, che da subito ha in mano il pallino
del gioco. Il Lavello ostacola la manovra di Fortino e soci con una diga a
centrocampo laddove trovano grosse difficoltà gli uomini allenati da Russo.
L'Acerrana ferma la crisi di risultati e trova un punto sul proprio
terreno di gioco con l'Angri. E il dopo-Maranzano targato Patrizio Russo
inizia con un pareggio a reti bianche sul difficile campo di Acerra. Sul
campo di una diretta concorrente, i grigiorossi disputano una gara accorta e
attendista, senza mai rinunciare a giocare e pronti anche a cercare il gol
dell'exploit nel primo tempo e anche nel secondo. Nella prima frazione
Mercurio e Ferraioli fanno tremare la traversa dell'Acerrana in due
circostanze, all'11' e al 41', della prima frazione.
All’avvio del fiscalissimo arbitro di turno, dopo appena 2’ di gioco una gomitata a gioco fermo del gialloverde Manco sull’angrese purosangue Luigi Manzo è segnalata da un guardalinee all’arbitro che, dopo la consultazione, espelle il numero nove ospite. Un’autentica doccia fredda per la capolista, che però sembra non risentirne più di tanto. L’organizzazione di gioco e la pericolosità nel costruire azioni da rete hanno reso infatti il Real Marcianise la migliore squadra vista all’opera sinora al “Novi”. Al 5’ Somma pesca Galdi, che al volo chiama Ciontoli alla parata a terra. Al 7’ gli ospiti colpiscono il palo con Corda, che in scivolata fa tremare il legno alla sinistra di Amabile. All’11’ Somma mette alto da buona posizione. Ed intorno alla mezzora, il colpo di testa di Martone si spegne a lato. Tutta qui la prima frazione nel computo delle azioni, ma di certo il Marcianise riesce a rendersi più pericoloso ed efficace dei grigiorossi grazie ad un certo Poziello, e ad atleti come D’Ambrosio ed il giovane Ciano, che a 14’ dal termine segnerà poi il gol-partita. La ripresa si apre con un fendente a lato di D’Ambrosio. Inizia a piovere copiosamente, ed il terreno di gioco, già reso pesante dalle performances di Giove Pluvio dei giorni scorsi, è reso ai limiti dell’impraticabilità. All’8’ Amabile smanaccia con bravura in angolo la bordata sotto misura di Corsale. Al 18’ la palombella di Poziello termina alta sulla traversa. L’Angri, che col trascorrere dei minuti si vede sempre meno, prova a cercare il gol della domenica con l’attivissimo Fortino, che al 20’ si libera di due avversari prima di concludere alto. Ancora Fortino 5’ più tardi, riceve palla da capitan Amarante e conclude, ma la difesa ospite libera. Al 31’ arriva il gol-partita: Amabile chiude lo specchio della porta sulla conclusione di D’Ambrosio, ma sulla sfera si avventa Ciano che con un piattone destro gonfia la rete grigiorossa. Cala definitivamente il gelo sul “Novi”, anche se 2’ dopo Mercurio prova -con una rovesciata terminata sull’esterno- a scuotere i suoi. Ed al triplice fischio, i giocatori del Marcianise aggrappati alle reti di recinzione fanno festa con i propri tifosi. Francesco Rossi
La Turris toppa l’ennesimo incontro casalingo, su un terreno di gioco reso a dir poco impraticabile dalla pioggia abbattutasi nelle ore precedenti la gara. Una Turris vogliosa di fare risultato, ma poco precisa negli ultimi quindici metri, viene fermato da un Angri ben disposto in campo da Maranzano, che però non riesce mai a rendersi pericolosa se non con qualche sporadica azione. Ancora una bella prestazione quella dei corallini, che a tratti hanno sfoderato un bel gioco, ma ciò, come spesso accade nel calcio, non basta per avere la meglio sull’avversario. L’unica nota da addebitare ai ragazzi di Gargiulo è quella di non essere stati lucidi sotto porta, senza sfruttare una marea di calci piazzati, concessi dal pessimo Perisan di Udine. Un punto che non smuove la classifica, visto che, tutte quelle impegnate nella lotta la salvezza hanno pareggiato, eccezion fatta per il Terzino, sconfitto (era prevedibile) con la capolista Marcianise, ma che mantiene ancora ad un punto i corallini in zona play out, più distaccato il Bojano che con i tre punti di Lavello ci distacca di sei lunghezze. La squadra oggi ritrovava in avanti Stefano Noviello e riproponeva il tridente. Al 2’ perfetto cross di Vitaglione proprio per Noviello, che non ci arriva per un soffio. Replica dell’Angri sette minuti dopo, con Sekkoum che dalla bandierina costringe Lucenti alla respinta di pungo. Sugli sviluppi dell’azione ancora pericolosi gli ospiti, che però non riescono ad approfittare di una rocambolesca serie di rimpalli proprio al limite dell’area. La Turris riprende il controllo della manovra, e dopo aver sondato i riflessi di Amabile al 17’, su corner di Baratto, si fa di nuovo pericolosa al 23’, quando Vitaglione serve un ottimo pallone a Noviello, che di testa però non inquadra lo specchio della porta. Ancora Noviello tre minuti dopo. L’attaccante s’invola, ma invece di puntare alla porta appoggia all’indietro per Greco, dando alla difesa il tempo per chiudere. Ci prova anche Qualano, al 33’, su servizio di De Franco, ma la sua botta dalla distanza finisce di poco fuori alla destra di Amabile. Due minuti dopo è De Carlo, con una gran conclusione dal limite dell’area, che fa gridare al gol. Nell’occasione però Amabile si esalta e dice di no. Stessa musica nella ripresa, con la Turris che appare ancor più propositiva. Al 4’ è la traversa che sbarra la strada ai corallini. Su punizione di Vitaglione infatti Amarante, nel tentativo di liberare, per poco non infila Amabile. All’11’ altra ghiottissima occasione. Noviello serve Baratto, che entra in area e si ritrova a tu per tu con Amabile. Il numero uno ospite conferma di essere in giornata di grazia e respinge la conclusione dell’ex oplontino. La palla resta comunque in gioco, vagando proprio davanti alla linea di porta. Non ci arrivano però né Vitaglione né De Franco, e la difesa spazza via. Timido tentativo dell’Angri al 27’ con Fortino, che riprova dalla distanza, senza creare alcun problema a Lucenti, praticamente spettatore in campo. Un minuto dopo Qualano serve Noviello, ma il suo colpo di testa è fiacco. La gara si trascina con la Turris che non si risparmia, chiudendo l’Angri nella sua metà campo. L’ultima occasione al 43’, con una punizione di Vitale su cui si avventa Noviello. Nulla da fare. Il risultato non si schioda dallo 0-0. A fine gara bordata di fischi dei sostenitori di casa, che sono stufi di soffrire, temendo indubbiamente di complicare il discorso salvezza. Da segnalare sul finale gara l’uscita dal terreno di gioco di De Carlo trasportato con l’ambulanza al pronto soccorso per un serio problema alla spalla, che costringerà il giocatore a rimanere a lungo lontano dal rettangolo di gioco (si parla già di un mese di stop). Giuseppe Ondato
La contesa in un Novi semideserto e inaspettatamente silenzioso cominciava con i padroni di casa in avanti e già al terzo minuto Galdi aveva l’occasione per andare a segno. Sekkoum con un passaggio filtrante innescava l’azione di Mercurio sulla destra che appoggiava per l’accorrente Galdi che da pochi passi calciava centrale favorendo l’intervento del portiere ospite abile a rifugiarsi in calcio d’angolo. L’inizio arrembante lasciava presagire un monologo di marca angrese ed invece al primo affondo i vesuviani colpivano con Zaccaro. Su calcio di punizione battuto dalla sinistra il numero sette sommesse trovava un varco infilando un immobile Gargiulo. Lo svantaggio non scalfiva la tranquillità in casa salernitana e al 10’ Sekkoum provava a riequilibrare le sorti dell’incontro con una punizione dai trenta metri che terminava alta. Alla seconda uscita nella metà campo avversaria la Viribus realizzava la seconda rete. Stavolta Zaccaro vestiva i panni del rifinitore facendo largo sulla sinistra lasciando partire un delizioso assisti sul quale si avventava Ciniglio che mette per la seconda volta alle spalle dell’incerto Gargiulo. Per il diciottenne la gioia di aver realizzato la rete che avrebbe dovuto chiudere la gara mettendo al sicuro un risultato che alla vigilia appariva davvero insperato per la compagine napoletana. Partita chiusa? Tutt’altro. Maranzano giocava tutto le sue cartucce mandando nella mischia anche l’argentino Vicentin, al ritorno dopo due mesi di stop per una operazione ai tendini, rinunciando suo malgrado alla fantasia di Somma che prima di lasciare il campo mandava alto sulla traversa un invitante traversone di Fortino. Al ’29 sugli sviluppi di un calcio d’angolo Antonio Manzo non era lesto a ribadire in rete una difettosa respinta di Lanci. La prima parte della gara si concludeva con i fischi della tifoseria di casa all’indirizzo della squadra di Maranzano. La ripresa cominciava con lo stesso leit-motiv del primo tempo, Angri in disperata ricerca della rete e Viribus pronta ed ordinata nel difendersi chiudendo i varchi sulle corsie esterne. Gli attacchi grigiorossi cozzavano contro il muro eretto dagli ospiti che solo al nono minuto si lasciavano sorprendere per un fallo commesso da Galliano ai danni di Mercurio in piena area e sotto lo sguardo vigile del direttore di gara che assegnava il penalty. La conclusione di Sekkoum finiva alla destra di Lanci che sfiorava la sfera. La rete produceva un effetto corroborante sui grigiorossi che oltre a battersi con l’undici avversario si sono ritrovati a dover imbattersi contro i cori polemici dei propri sostenitori. All’undicesimo Gargiulo con un prodigioso intervento di piedi si faceva perdonare l’errore commesso in occasione della prima rete respingendo con i piedi una velenoso conclusione di Zaccaro. L’Angri continuava a lanciarsi in avanti alla disperata ricerca del pareggio lasciando ampi spazi alle ripartente della Viribus che in diverse occasioni si presentava in area angrese dove gli efficaci interventi prima di Fichera e successivamente di Ferrara evitavano la terza marcatura. A sei minuti dal termine l’episodio chiave. Vicentin soffiava la sfera a Papa ingaggiando un duello energico che si concludeva con il fallo del difensore in area e generava il secondo tiro dal dischetto per i padroni di casa. Dal dischetto stavolta Sekkoum spiazzava Lanci e firmava la rimonta. Un minuto dopo la sorte non arrideva prima a Vicentin che colpiva il montante lasciando partire un bolide da pochi metri e in seguito Incarnato che dalla distanza colpiva la base interna del palo con la sfera che attraversava tutta la linea di porta. Enzo D'Antuono
Terza vittoria consecutiva e “Campo Italia” sempre più terreno amico dei rossoneri. Il match con l’Angri dura poco più di sette minuti, giusto il tempo per passare in vantaggio con la giovane punta Antonio Zito, che conferma il brillante stato di forma realizzando la quinta rete stagione. Gol che vale tre punti e che consente ai rossoneri di mantenere il passo accelerato della capolista Marcianise. Avvio di gara devastante, infatti, per gli uomini di mister La Scala che riescono a gettare subito in campo tutta la determinazione e concretezza richiesta alla vigilia. Passa poco più di un minuto di gioco e già viene chiamato in causa il portiere ospite Amabile, costretto all’intervento su un insidoso colpo di testa di Ferraro da azione di corner. In attacco, ispiratissima, la coppia baby composta da Crisantemo e Zito mette in continuo affanno la retroguardia ospite, guidata dagli esperti centrali Fichera e Incarnato (grande ex della gara). E proprio sull’asse Crisantemo-Zito arriva il gol che decide la gara: corner di Gargiulo, bel colpo di testa di Crisantemo, Amabile ben piazzato non blocca la sfera e Zito è il più lesto di tutti e devia in rete. L’Angri, in evidente difficoltà, col passare dei minuti tenta una timida reazione. Al 18’ si fa vedere per la prima volta in area rossonera: sulla destra Marrazzo serve l’attaccante Fortino (in gol nelle ultime due gare) in area, la sua girata di destro però si spegne abbondantemente a lato. Sul veloce capovolgimento di fronte Crisantemo è bravo ad approfittare di un’indecisione della difesa avversaria, il sinistro a giro dal limite, però, trova attento il portiere Amabile che con un colpo di reni riesce a sventare la minaccia. Siamo nel momento migliore della gara che regala emozioni in ripetizione. Al 26’ Ambra salva letteralmente il risultato sul tiro di Galdi (in posizione di fuorigioco, non sanzionata dall’assistente del signor Nucci), a botta sicura, ad un metro dalla linea di porta. Dopo aver rischiato grosso, il Sorrento si rigetta in avanti alla ricerca della rete per chiudere definitivamente ed anzitempo il match. Nel giro di due minuti ci prova due volte un ottimo Crisantemo: prima da fuori area con un destro potente, poi con un bel colpo di testa diretto all’incrocio dei pali, ma in entrambe le occasioni è straordinario Amabile, facendosi perdonare l’errore nel frangente del gol. Prima del duplice fischio, ci prova due volte Sekkoum a riequilibrere le sorti ma le sue conclusioni non creano alcuna preoccupazione al portiere rossonero, imbattuto tra le mura amiche da 477 minuti. La seconda frazione di gioco è combattuta su alti ritmi e con grande agonismo dalle due compagini in campo, con i padroni di gara che controllano facilmente il risultato senza concedere nulla ai ragazzi di mister Maranzano, che pur effettuando le tre sostituzioni a sua disposizione non riesce a cambiare il volto alla partita. La prima occasione, degna di menzione, arriva al 69’ con Zito che da ottima posizione sfiora il palo con un sinistro di controbalzo. Al 78’ un’altra ghiotta occasione per i rossoneri: su corner di Zito, Maraucci anticipa tutti di testa ma sulla linea salva Fichera, con amabile ormai battuto. L’assalto disperato dell’Angri nel finale non porta a nulla, con l’intera squadra grigiorossa che si schianta sulla muraglia eretta dall’esperto Ferraro e compagni, cioè i componenti della miglior difesa tra tutti i nove girone della D con appena 11 gol subiti. michele mauro
I grigiorossi mettono fine alla lunga astinenza prolungatasi per sette gare e centrano la prima vittoria nel corso del nuovo anno proprio nel giorno in cui si ritornava a giocare nel catino infernale del “Novi”. Una vittoria di cuore, voluta e cercata fortemente dai ragazzi di Maranzano che hanno profuso il massimo impegno per regalare al neo-presidente Aniello Cerchia la prima vittoria della nuova gestione societaria e ritrovare il rapporto con i tre punti che mancava dal lontano 28 novembre giorno in cui i grigiorossi si imposero nel derby con la Scafatese. Il tecnico angrese, reduce dalla beffa nella trasferta di Ariano, in settimana ha lavorato molto sul versante psicologico. Sotto l’aspetto tattico l’allenatore di Erice ha riproposto lo schema ad una sola punta, Fortino, e con l’impiego sulla corsia di sinistra del giovane Mazza in fase difensiva e con Incarnato a fare coppia con l’inossidabile Fichera. Mercurio parte in panchina, mentre Vicentin e Antonio Manzo sono ancora fuori dalla mischia per infortuni muscolari. Sulla sponda caivanese il direttore tecnico, Franco Villa si affida ad un collettivo collaudato e con una spina dorsale di alto spessore con Mennella tra i pali, Califano, ex di turno, in difesa Gatta e Tartaglia liberi di girare tra linea mediana e centrocampo. La partita inizia accompagnata dalle temperature rigide tipiche di questi giorni che contribuisce a tenere molti spettatori lontano dallo stadio “Novi” che si presenta, insolitamente, con larghi spazi vuoti. L’Angri parte subito in attacco e al terzo minuto ottiene un calcio di punizione dal limite, la conclusione di Sekkoum termina alta. Un minuto dopo gli ospiti pungono con un traversone di Tartaglia che mette in allarme il portiere di casa Amabile. Al 7’ Sekkoum dalla sinistra pennella una splendida parabola per Somma che dal lato opposto conclude sul fondo. Al nono minuto la Caivanese ha l’occasione per passare in vantaggio.Tartaglia approfitta di una disattenzione di Luigi Manzo che costringe Amabile ad uscire dai pali la respinta bassa del numero uno finisce sui piedi di Piegari che dai venti metri a porta sguarnita conclude sopra la trasversale della porta salernitana. E’ la prova generale del gol che arriva al 22’ con Tartaglia che si incarica di eseguire un calcio di punizione dalla destra sulla traiettoria arriva Califano che manda alle spalle di un esterrefatto Amabile. Tre minuti dopo Belcore incarna l’espressione dell’autolesionismo facendo espellere per fallo a gioco fermo su Fichera. Alla mezz’ora i grigiorossi hanno l’opportunità per pareggiare grazie ad una punizione di Sekkoum che trova sulla sua strada un Mennella miracoloso. Al 42 i gialloverdi sciupano con Sannazzaro la possibilità di raddoppiare il tiro dell’ex casertano finisce tra le braccia dell’estremo difensore. Prima della fine del tempo Luigi Manzo riequilibra la parità numerica facendosi espellere per un futile fallo a gioco fermo su Tartaglia. L’Angri rientra negli spogliatoi tra i fischi dei tifosi. Nelle stanze del “Novi” arriva la svolta. Il secondo tempo propone un Angri tonico, rivitalizzato e maggiormente motivato rispetto alla prima frazione di gioco. I grigiorossi affondano i colpi sin dalle prime battute, ma per aspettare la rete del pareggio occorre aspettare il settimo quando a seguito di un lunga e confusa azione in area partenopea Galdi si lancia su un pallone vagante e infilza Mennella. La rete non sembra accontentare i padroni di casa che continuano a produrre occasione e al 13’ avviene il sorpasso. Amarante sulla tre quarti impacchetta uno splendido assist per Fortino che si incunea tra le maglia della difesa ospite e scarica un velenoso destro che non lascia scampo a Mennella. L’uno-due stordisce gli uomini di Villa che accusano il colpo e non riescono più ad imbastire azioni pericolose con gli uomini del presidente Cerchia che realizzano anche la terza rete con Sekkoum su punizione, ma viene annullata dal direttore di gara. Nel finale i grigiorossi controllano la partita e grazie alla coriacea coppia Fichera-Incarnato, la porta di Amabile non è soggetta a pericoli. A termine della gara applausi a scena aperta per il cavallino rampante che riprende la corsa. Enzo d'Antuono
Tranfa risponde a Fortino e l'Angri viene acciuffato al 90esimo
dall'Ariano che pareggia con un gol molto contestato per
Termina in parità l’atteso confronto per un posto nei play-off tra Angri e Solofra, che hanno confermato di meritare l’alta classifica, giocando un buon calcio anche in condizioni climatiche proibitive. Esordio in agrodolce per la nuova società dell’Angri, presieduta da Cerchia e dal direttore generale D’Antuono, che a causa dell’indisponibilità del medico sociale Annarumma hanno riportato in panchina il sindaco della città, il cardiologo La Mura, già medico dei grigiorossi 15 stagioni orsono. Grigiorossi e conciari incrociano nuovamente le proprie strade dopo il 2-0 per l’Angri dello scorso 12 settembre. E così come all’andata, diversi sono, anche in questa occasione, gli ex in campo da una parte e dall’altra: Ferraioli, approdato a novembre con i grigiorossi; il tecnico Esposito, Marzano ed Imparato nel Solofra, a cui va aggiunto l’angrese purosangue Tortora (che però non ha mai giocato con la squadra della sua città). I tecnici Maranzano ed Esposito lamentano però assenze pesanti. L’Angri è praticamente priva dell’attacco titolare, viste le defezioni di Mercurio per qualifica e del gaucho Vicentin per infortunio. Anche Esposito deve fare a meno di tre suoi atleti, tutti per squalifica: il coloured Iyke, l’ex grigiorosso Manzi e Caruso. Al fischio d’inizio dell’arbitro, si inizia a giocare in un silenzio surreale per l’assenza di pubblico, mentre i 22 in campo saranno tormentati per l’intera gara da un vento gelido che non darà loro tregua. Dopo una prima fase di studio, l’Angri prova ad affondare. La prima occasione si presenta dopo dieci minuti con una punizione dai venti metri dello specialista Sekkoum, che non inquadra però lo specchio della porta. Quattro minuti dopo, sono i conciari ad affacciarsi nell’area piccola angrese con una conclusione al volo di Sgambati che, su assist al bacio di Fariello, chiama ad un’impegnativa parata l’esordiente Gargiulo, ex Morro d’Oro. Al 22’ si ripete il duello tra il bucaniere irpino ed il portierino angrese: insidiosa punizione del numero undici ospite e parata d’istinto di Gargiulo, ben appostato tra i pali. Alla mezzora, ecco l’episodio del calcio di rigore che spezza l’equilibrio iniziale. Marzano, uno degli ex di turno, s’invola in area, quando viene messo giù da Manzo. L’arbitro indica senza esitazioni il dischetto, tra le vibranti proteste dei giocatori allenati da Maranzano. Dagli undici metri si presenta il solito Sgambati, che con una conclusione di potenza mette alle spalle di Gargiulo. Al 33’ si mette in evidenza il giovanissimo Napoli, classe 88’, una delle promesse del vivaio del Solofra: ruba palla a centrocampo, punta dritto alla porta, ma la sua conclusione non inquadra lo specchio. Passato lo shock per il rigore subito, l’Angri si ributta a capofitto in area conciara, ed al 34’ una punizione del solito Sekkoum chiama Esposito ad una parata plastica. Il tempo si conclude con un tiro fuori misura dell’irpino De Sio. La ripresa si apre con le proteste, al 4’, del Solofra per un presunto fallo di mano in area di Manzo su cross di Fariello; l’arbitro, ben appostato, fa proseguire. All’8’, la staffilata dai 35 metri di Sekkoum si perde oltre la traversa. Al 12’ l’Angri pareggia: Fortino s’inserisce con tempismo in area tra le maglie della difesa ospite, trasformando di testa un cross servitogli dalla sinistra da Galdi. Ma il Solofra non ci sta, e dopo soli sessanta secondi arriva il palo di Marzano, che schiaccia di testa a colpo sicuro il cross di Sgambati, incocciando però il palo alla sinistra di Gargiulo. Poi la gara si trascina stancamente verso la fine, decretando un tutto sommato giusto pareggio. Francesco Rossi
Riesce
alla Sangiuseppese l’operazione “sorpasso” ai danni dell’Angri e
l’aggancio tanto sospirato alla zona play-off. Grazie ai gol di Verolino e
Tommy Manzo, i gialloblù hanno finalmente fatto il loro ingresso nelle
posizioni di classifica che contano ed, ora, con due trasferte insidiose
all’orizzonte (Matera e Solofra), deve venire fuori tutto l’orgoglio e
l’entusiasmo dei vesuviani per tentare l’assalto al primato. Lo scontro
diretto contro i grigiorossi di mister Maranzano non ha prodotto grandissime
emozioni e giocate spettacolari, ma ha sicuramente riconsegnato al torneo
una Sangiuseppese battagliera e seriamente intenzionata a riaprire nel corso
del girone di ritorno tutti i giochi di vertice. Mister Pietropinto, che ha
seguito dagli spalti la gara perché squalificato (in panchina il
“secondo” Bruno Guadagno), ha dovuto rinunciare in extremis a Chietti
per un risentimento muscolare ma, allo stesso tempo, ha pescato in panchina
un Tommy Manzo elettrizzato e voglioso di mettersi in bella mostra. Il
grande merito dei vesuviani, che hanno lavorato molto durante le festività
natalizie sul piano atletico, è quello di non farsi trovare impreparati
all’approccio di partita, come invece spesso si era verificato in passato.
Così le prime avvisaglie di Verolino e Filosa dalle parti di Amabile (6’
e 8’), pur non essendo particolarmente pericolose, davano la misura di un
team ben quadrato e determinato in mezzo al campo. Da parte sua, l’Angri
conteneva un po’ a difficoltà le improvvise folate dei padroni di casa
che, a causa di un centrocampo intasato, cercavano spesso il lancio lungo a
scavalcare l’alto pressing avversario. La chiave della partita giungeva
così al 33’: fallo di Priore su Mercurio, che genera un parapiglia
generale sulla linea destra di centrocampo, irrompe tra i tanti Ciardiello
che si rende autore di diverse scorrettezze reciproche con l’attaccante
avversario; l’arbitro decide per la doppia espulsione e, così,
Sangiuseppese ed Angri rimangono anzitempo in dieci. Ma, a quanto pare, a
perderci è l’Angri, visto che subito dopo (36’) ancora Priore manda in
tilt il dispositivo dell’off-side ospite, pescando tutto solo Verolino
davanti al portiere grazie ad un lancio lungo a seguire, pallonetto del
bomber di casa e 1-0 confezionato con destrezza. Azione fotocopia al 39’,
ma sulla fascia opposta, stavolta però Verolino entra in area e spara su
Amabile, che spedisce col corpo in angolo. Per l’Angri poco o nulla, la
squadra sembra risentire oltre modo la mancanza di un peso specifico in
prima linea. Così, nella ripresa, Maranzano inserisce subito Fortino in
luogo di Amarante e, in effetti, pur se in modo assai prevedibile, i
grigiorossi cominciano a farsi più presenti dalle parti di Rastiello. Prima
Martone (54’) poi Sekkoum (59’) mettono i brividi all’estremo
difensore gialloblù, provvidenziale al 79’ su una bella incursione in
area del solito numero dieci ospite, con palla bloccata a terra. Nel
frattempo, la Sangiuseppese ci provava con Tommy Manzo al 64’, bolide a
fil di palo dopo una respinta della difesa, sugli sviluppi di un angolo, e
poi trovava il gol della sicurezza ancora grazie all’estroso fantasista:
punizione dal limite (82’), batte Manzo che infila imparabilmente Amabile
all’altezza del palo lungo e Sangiuseppese che, grazie a questa vittoria,
può festeggiare il meritato ingresso in zona play-off.
I grigiorossi si sono presentati in campo con il solito assetto arrembante apportando delle varianti, che alla fine sono risultate fondamentali per l’economia della gara, con l’innesto dal primo minuto di Incarnato chiamato a surrogare, nei piani dell’allenatore grigiorosso, l’assenza di Amarante, relegato in panchina per infortunio e preferendo Marrazzo all’estroso Somma. Assente Egizzo per squalifica, Maranzano ha rigettato nella mischia il promettente Antonio Manzo. In casa olpontina, Ricciardi ha dovuto dare vita ad un rivoluzione totale in seguito alle sei, pesanti, assenze che hanno messo fuori dai giochi calciatori del calibro di Ottobre, Marra, Ingenito, Avolio, Vitagliano e Sileno. Formazione rimaneggiata, si fa per dire, vista la nutrita e qualitativa rosa allestita dalla società del patron Matachione. Sulla linea degli attaccanti Ricciardi schierava Maiella, in non perfette condizioni fisiche, a fare da spalla ad un Monaco evanescente e mai pericoloso. La prima fase di gioco lasciava trasparire che si sarebbe trattato di una gara molto difficile e che il tatticismo dei due allenatori, e il campo pesante, avrebbe lasciato poco spazio allo spettacolo tanto attesa. Il primo affondo è griffato dai grigiorossi con Galdi che innescato da Sekkoum viene messo a terra in area dall’intervento regolare di Martino. Le squadre frenate dalla paura di esporsi agli attacchi avversi badano a tenere uno sterile possesso di palla che non produce alcuna azione degna di cronaca sino al 26esimo quando Marrazzo serve in area Vicentin che conclude debolmente di testa. Un minuto dopo il Savoia marca il taccuino con un tiro dalla distanza di LaTartara che si spegne a lato. Piccoli sussulti che non si rivelano utili per creare particolari emozioni nemmeno quando Luigi Manzo si esibisce in un mirabolante slalom e lascia partite un fendente che termina la corsa a bordo campo. Corre il minuto quaranta quando Sekkoum ha l’opportunità di prodursi nella sua specialità, i calci piazzati. L’arbitro, Paparazzo, ottima la direzione di gara, assegna una punizione dal limite per fallo commesso da un difensore sul numero dieci grigiorosso. La parabola di Sekkoum si stampa sul montante destro della porta difesa da Afeltra. Sarà questa l’occasione da rete più nitida della gara. Nell’intervallo Ricciardi è costretto ad avvicendare Baylon e tirare fuori La tartara per infortunio. Gli oplontini appaiono più determinati, ma nell’arco di pochi minuti si torna a giocare al piccolo trotto. I padroni di casa tentano di ravvivare la partita, ma la scarsa vena degli esterni non riesce a fornire adeguato contributo alla linea avanzata dove Vicentin gira a vuoto senza un concreto appoggio. Al ‘6 Martone prova a ripetere l’exploit di dieci giorni addietro tentando un tiro dalla distanza che impegna Afeltra in un parata a terra. Un minuto più tardi Vicentin colpisce, goffamente, di testa e la sfera termina alta sulla trasversale. Al 27’ i vesuviani ci provano con Cerrato, ma il tiro dai trenta metri finisce fuori. Due minuti più tardi Baylon, sugli sviluppi di un corner, colpisce di testa, ma Fichera salva a pochi passi dalla linea di porta. La gara si trascina stancamente sino al termine lasciando l’amaro in bocca ai quattromila tifosi grigiorossi che smaniosi di portare a casa tre punti che avrebbero fatto il giro del mondo attraverso le immagini diffuse dall’emittente satellitare. L’Angri per la prima volta finisce la partita con il risultato ad occhiali e frena la corsa al vertice, ma non sembrano esserci problemi il campionato procede con estrema lentezza. Enzo d’Antuono
Sono bastati due gol di un Tornatore in giornata di grazia al Bojano per conquistare tre punti contro l'ex seconda della classe. I biancorossi, trascinati dalle prodezze di giornata del loro esterno di destra hanno fatto apparire piccola piccola una formazione alla vigilia pi— che temibile. Merito della grande grinta e della concentrazione degli uomini di La Cava che hanno saputo colmare nel migliore dei modi il gap tecnico, dominando per tutto l'arco della gara. Un attentissimo Rea ha dovuto intervenire solo nel finale in occasione dell'estremo tentativo dell'Angri di recuperare una gara ampiamente compromessa. Ottima la prova difensiva dei bifernini, con un De Rosa super. Il Bojano partiva subito forte, prendendo in mano le redini del gioco. Già al quarto i padroni di casa avevano la palla per il vantaggio, ma Tornatore, ottimamente imbeccato da Anselmi, sprecava tutto con un tiro fuori misura a tu per tu con Amabile. L'Angri non riusciva a far gioco e venti minuti dopo il Bojano aveva ancora una clamorosa occasione, questa volta con Anselmi che, splendidamente imbeccato da Calvello, concludeva alto davanti al portiere ospite. Ancora nove minuti e al 33' era un combattivo Pagliuca che su azione susseguente a calcio d'angolo girava bene in area costringendo Amabile alla deviazione acrobatica. Un primo tempo ottimo quello dei bojanesi, nonostante lo zero a zero con cui si chiudevano i primi 45 minuti di gioco. In apertura di ripresa La Cava Sostituiva uno spento Di Falco con Grillo e dopo appena un giro di lancette il Bojano sbloccava il risultato: prepotente percussione di Pagliuca che una volta giunto al limite dell'area appoggiava alla sua sinistra per l'accorrente Tornatore il cui piatto rasoterra era imprendibile per il portiere ospite. Un vantaggio più che meritato e che i bifernini riuscivano agevolmente a mantenere, rischiando in più di una circostanza di raddoppiare. Al 55' ancora Anselmi aveva sui piedi la palla del 2-0, ma per la seconda volta la sua conclusione si spegneva alta sulla traversa. Il tecnico dell'Angri Maranzano tentava il tutto per tutto inserendo altre due punte, ma al 74' ancora Tornatore tirava fuori dal cilindro il secondo gioiello della giornata con una splendida conclusione a girare che si insaccava nell'angolo alto alla sinistra di Amabile. Il 2-0 chiudeva definitivamente i conti. L'Angri tentava di reagire nel finale, ma era bravissimo Rea in almeno tre circostanze a negare la gioia della rete agli avversari. Una vittoria convincente e meritata per Pagliuca e compagni che ora, alla luce anche di una classifica più tranquillizzante, possono affrontare con maggiore serenità il prosieguo del campionato. Antonio Di Franco
Indomabile Angri! La squadra di mister Maranzano riesce a strappare, nei minuti finali, la vittoria nella gara più importante di questa fase della stagione. Il derby dell’Agro si colora di grigiorosso grazie alla zampata finale di Martone che deposita il pallone in fondo al sacco e fa registrare una movimento tellurico sulla assiepata tribuna angrese. Una vittoria di platino per la compagine del cavallino rampante che intasca il terzo successo di fila e comincia a far sentire il fiato sul collo della capolista Marcianise. I padroni di casa hanno disputato novantacinque minuti su livelli non consoni al proprio potenziale e così è uscita fuori una brutta copia della squadra sfavillante che affascina nelle esibizioni interne. Il peso del derby si è rivelato deleterio per alcune pedine dello scacchiere angrese presentando agli occhi dei tifosi una formazione contratta sulla quale ha inciso, oltre misura, la tensione della gara. La scarsa vena della linea mediana e l’uscita prematura per infortunio di Somma, ha inficiato sulla prova dei grigiorossi che hanno conquistato la vittoria giocando di sciabola piuttosto che di fioretto. I colpi affondati, pochi, dall’undici grigiorosso hanno creato, danni, molti, nella macchinosa retroguardia gialloblu. Al sodalizio scafatese va dato il merito di aver imbrigliato i talenti di casa nella zona nevralgica del campo bloccando sul nascere le iniziative di Sekkoum, alle prese con le reminiscenze di un infortunio muscolare, che non si è potuto avvalere delle canoniche giocate di un Amarante sempre lontano dal gioco e di un Galdi meno spumeggiante, ma quanto mai decisivo. La Scafatese ha ben impressionato nella prima frazione di gioco lasciando capire che la classifica non rende merito al lavoro prodotto da Lorenzo Salvatore. Il tecnico canarino, vecchia bandiera del calcio angrese e reduce da una settimana burrascosa con le dimissioni prima presentate e poi ritirate, ha schierato una formazione molto dinamica brava a chiudere ogni varco e a distendersi in occasione dei veloci contropiedi che hanno spesso creato scompiglio nel pacchetto arretrato grigiorosso. L’avvio del confronto vede la squadra di casa in costante avanzata. Al terzo minuto Sekkoum crossa dalla sinistra trovando pronto Martone, ma la conclusione del motorino angrese, viene respinta dal corpo di un difensore. Sugli sviluppi dell’azione somma si esibisce in una straordinaria acrobazia che termina di poco a lato, ma mette fuori gioco il funambolico esterno. Nel cadere batte la testa violentemente finendo precocemente fuori dal rettangolo di gioco. L’impatto terribile impone il trasporto all’ospedale dove gli sono stati applicati dei punti di sutura alla testa. L’uscita di Somma pregiudica il rendimento dell’Angri che non riesce a imbastire nuovi azioni offensive. Anossia grigiorossa si esaurisce al ’19 quando sugli sviluppi di un corner Vicentin incorna in modo esemplare indirizzando la sfera all’incrocio dei pali, trovando la respinta miracolosa di Navarra che, però, consegna il pallone sul piede dell’avvoltoio Galdi che anticipa il diretto marcatore e fa salire la febbre del tifo grigiorosso. Il termometro registra temperatura troppo elevate per questa fase della stagione con un entusiasmo straripante. La Scafatese prova a venire fuori con un tiro dalla distanza di Varriale, la conclusione debole e centrale viene controllata da Amabile. Un minuto prima della mezz’ora va in scena il “papocchio” con regia della difesa grigiorossa e nel ruolo di attori protagonisti la premiata coppia Fichera-Manzo Luigi che lascia campo libero ad uno stupito Varriale, che prima ringrazia e poi si lascia atterrare da Amabile. Rigore sacrosanto. Dagli undici metri si presenta lo specialista Carotenuto, ma prima che il pallone finisca in rete viene respinto, con un volo acrobatico, da Amabile che si guadagna la palma di migliore in campo. L’errore, il secondo della stagione, del numero nove gialloblu non abbatte la Scafatese che continua a ruminare calcio. Quattro minuti più tardi Variale, servito da Festa, si vede annullare una rete per un fuorigioco, prontamente, ravvisato, dall’assistente di linea. Un minuto dopo l’ex attaccante della Sangiuseppese, diventa il mattatore del festival degli orrori. Varriale approfitta di un grossolano errore di Amabile che non riesce a controllare un innocuo retropassaggio. L’attaccante supera il portiere è in beata solitudine si dirige verso la porta sguarnita, ma calcia incredibilmente sul palo. L’Angri la scampa bene, ma non riesce ad avanzare il baricentro del gioco e finisce per subire sino al termine del primo tempo il gioco degli ospiti. Il tempo si chiude con due timidi conclusioni dalla distanza di Amarante e Marrazzo. Si rientra negli spogliatoi con la speranza che Marazano possa scuotere la squadra finita sotto le grinfie di un arrembante scafatese e bloccata sulle gambe da una eccessiva tensione. Una speranza che resta vana considerato che il “leit-motiv” rimane lo stesso: Scafatese in avanti, grigiorossi costretti a tamponare gli attacchi avversi. Al ‘6 Sekkoum ci prova su calcio di punzione, Navarra si salva respingendo con le ginocchia. Sul fronte opposto Variale, un minuto più tardi, viene bloccato da Amabile con una uscita versione kamikaze. Al ’13 gli ospiti raggiungono il pari grazie al secondo rigore della giornata assegnato dall’arbitro Tagarelli. Una decisione che ha generato grosse perplessità e molti dubbi. L’intervento di Luigi Manzo su Festa era apparso del tutto regolare. Dagli undici metri stavolta Varriale fa centro e rende merito ai tifosi canarini. L’avvenuto pareggio non sottrae i grigiorossi dal sonno e così la reazione è flebile. Al ’25 è l’Angri a recriminare per un presunto fallo di Navarra che in uscita frana su Vicentin, ma l’arbitro ammonisce per simulazione l’argentino. I grigiorossi tentano disperatamente di trovare il varco giusto per arrivare a rete, ma le buone intenzioni non trovano l’applicazione delle gambe imballate. La svolta arriva, però, all’88 quando una magìa di Ferraioli, subentrato ad inizio ripresa a Marrazzo, libera in area l’accorrente Martone che sigla la rete più importante della sua giovane carriera. Il “Novi” si trasforma in una Santa Barbara di fuochi e colori che fanno da cornice ad una squadra che ora non può nascondersi e punta decisa versa la C2. Enzo d’Antuono
Una vittoria, con relativa qualificazione, che fa tanto morale per una
Vibonese alla ricerca di una propria identità. Anche contro l'Angri si è
vista una squadra timorosa, impacciata, soprattutto in difesa, e spaesata,
quantomeno nel primo tempo. Una squadra che ha iniziato la gara con la paura
di sbagliare e che puntualmente si è fatta infilare nei primi minuti.
Questa volta, però, ha saputo reagire e nella ripresa ha giocato con
maggiore scioltezza e convinzione, ribaltando il vantaggio ospite ed
accedendo così agli ottavi di coppa (il probabile prossimo avversario dei
rossoblù dovrebbe essere la Folgore). Anche con l'Angri, poi, la sfortuna
sembrava essersi accanita contro la compagine del presidente Gurzillo, che
nel giro di sessanta secondi si è fatta un gol da sola e ha colpito la
traversa su capovolgimento di fronte. In definitiva è piaciuta la reazione
della squadra, sensibilmente migliorata sul piano del gioco nella ripresa.
Le gare di coppa, però, lasciano il tempo che trovano. Il campionato è
tutt'altra musica. In campionato si attende il rientro di Spader, si attende
una difesa più attenta e puntuale, una squadra decisa e determinata e
alcuni calciatori, nel mirino della tifoseria, sono chiamati a dimostrare di
essere da Vibonese.
Deludente Angri in coppa. Al cospetto della Vibonese bestia nera nella passata stagione con due sconfitte in campionato, i grigiorossi di Maranzano steccano. Anzi, scivolano, su un terreno acquitrinoso che blocca azioni ed idee, costringendo ad un nulla di fatto. Il terreno di gioco è stato reso pesante dalla pioggia che si è abbattuta fino a pochi minuti prima del fischio d'inizio, pesante come le assenze lamentate dall'Angri. Quelle dei tre infortunati Egizzo, Amarante e Mercurio. Per l'attaccante Mercurio si profila un mese e mezzo ancora di stop forzato, a causa dello sfilacciamento al ginocchio destro che lo costringe ad un lavoro differenziato e ad una laboriosa riabilitazione. In predicato di tornare -già domenica con la Battipagliese- invece i difensori Egizzo (che sostituirà lo squalificato Fichera) e capitan Amarante, che sembra aver assorbito la distorsione alla caviglia. In campo, l'Angri è accolta da una salva di fischi, chiaro atto d'accusa della tifoseria che lamenta scarso attaccamento alla maglia in occasione dello 0-3 patito domenica a Lavello. Un clima pesante (forse più del terreno di gioco), sottolineato in tribuna stampa anche da mister Maranzano a fine gara. Si vede in attacco Fortino, mentre non fanno più parte della rosa Di Donato (in predicato di passare all' Adernò) e Selce. Al 4' D'Agostino pesca Vicentin, che di testa mette a lato. Al 9' Spader salva sulla linea la conclusione al volo dell'argentino, sugli sviluppi di un corner calciato da Sekkoum. Spader è il più attivo tra gli ospiti, mentre Somma al 15' in scivolata spedisce fuori. al 20' la palombella di Sekkoum non inquadra lo specchio dei pali. Volo plastico di Graci al 31' a deviare l'insidiosa punizione di Sekkoum, mentre il diagonale di Galdi al 35' si spegne a lato. Ultima occasione per l'Angri al 37' con un pallone sfuggito da Graci su cui Galdi perde l'attimo per indirizzare a rete. La ripresa si apre con una difficile deviazione in corner di Amabile su Spader. All' 11' Vicentin sparacchia alto da buona posizione. Al 15' gli ospiti sfiorano l'autogol con Simoni, che in spaccata per poco non beffa il proprio portiere. La gara scivola stancamente verso la fine, caratterizzata però da un dato: i sei fuorigioco non sempre nettissimi fischiati dall'arbitro ai danni dell'Angri, ed in più di un'occasione in particolare a Vicentin. Francesco Rossi
Ormai è una squadra che gioca a memoria quella gialloverde e control’Angri su un terreno scivoloso per la pioggia ha messo in campo grinta,voglia di vincere, tranquillità, sagacia tattica. A prendere le prime iniziative in campo invece sono gli ospiti che al 2’ si presentano dalle parti del portiere lavellese con un colpo di testa di Manzo A. che termina sul fondo. Quattro minuti dopo sempre per i grigiorossi Vicentin dalla tre quarti di campo lascia partire un sinistro che va poco distante dalla porta. A conferma di un buon inizio dei salernitani ci sono altre due azioni confezionate al 7’ e al 12’: la prima vede protagonista un tiro scagliato da Somma dall’out di destra verso l?incrocio opposto e la seconda si sviluppa in due momenti con Martone di testa verso De Blasio e poi con Sekkoum che impegna l’estremo locale in angolo. Si scuote il Lavello e al 14? su angolo di Coletti la palla carambola incredibilmente nei pressi della linea di porta ma non entra.Un minuto dopo ci prova Pace ma viene contrato in corner. Al 21’ arriva una bella azione in velocità sulla sinistra e D’Ambrosio in area anticipa il portiere e la palla arriva dall’altro lato e Pace a botta sicura prende il palo esterno. Al 24’ giunge il vantaggio del Lavello: punizione dalla sinistra di D’Ambrosio e Augelli in rovesciata nell’area piccola segna.Al 30’ Djallo da posizione favorevole spreca calciando alto. Al 35’ il giocatore della Guinea si rifà e involandosi in area viene atterrato da capitan Fichera.Rigore. Va sul dischetto Del Prete e non perdona: botta violenta centrale e sfera che s'insacca sotto la traversa. 2 a 0. Al 38’ è ancora il centravanti del Lavello che si rende pericoloso, ma in contropiede viene anticipato dal portiere avversario. L’Angri si vede solo al 33’ con una punizione di Sekkoum che finisce sulla barriera. La ripresa si apre con un tiro ad incrociare dal vertice destro dell?area di Somma che va fuori. E invece al 5? è ancora il Lavello a trovare la via del gol: Coletti dalla destra scodella in area e pace all’altezza di quella piccola di testa infila alla sinistra il terzo sigillo. Poi sale in cattedra De Blasio che al 15’, al 17’e 23’ si esibisce in tre interventi pronti (due respinte a pugni uniti e un’uscita a chiudere Vicentin). Al 21’ comunque l’Angri va pure in gol con il suo centravanti ma l’assistente annulla per fuorigioco. Risponde il Lavello al 24’ e al 27’ con Pace prima che viene anticipato dal portiere e salvato da Visconti su botta insidiosa direttamente da calcio d’angolo di D’Ambrosio. La partita poi gradualmente s’incammina su ritmi più pacati anche se la pioggia non ha potuto vietare altre tre nitide azioni da gol: al 31’ un contropiede del Lavello con protagonisti Del Prete e D?Ambrosio per poco non dava la quarta segnatura; al 37’ Galdi per gli ospiti impegna di sinistro De Blasio a terra e al 46’ Incarnato da fuori area mando di poco al lato. Giuseppe Catarinella
Adelante, Angri. I grigiorossi di mister Maranzano regolano anche l’ex capolista Acerrana, affondata ed agganciata con una doppietta dell’attaccante argentino Vicentin, al debutto casalingo in campionato. Pur non essendo dispiaciuta, la squadra ospite è sembrata evanescente dinanzi alla prova impeccabile di una difesa angrese che mai si è fatta trovare impreparata. Ed ora entrambe le contendenti distano una sola lunghezza dalla vetta. Nell’Angri sono assenti capitan Amarante, appiedato per tre turni dal giudice sportivo, e gli infortunati Egizzo in difesa e Mercurio al centro dell’attacco. Anche mister Di Pasquale lamenta per infortunio le assenze dei centrocampisti Zolfo e Trocchia. Dinanzi ad un pubblico esemplare per quantità e correttezza, che si scambia cori di fratellanza e sportività, i grigiorossi partono a testa bassa ed al primo affondo sono già in vantaggio. Il cronometro segna 1’ e 40 secondi di gioco quando Luigi Manzo apre largo sulla destra per Somma, la cui sgroppata mette in condizione Vicentin di liberarsi a pochi passi dall’area, di controllare la sfera e, complice un’uscita avventata di Cozzolino, di trafiggerlo imparabilmente con un diagonale rasoterra. Il gol angrese scuote l’Acerrara, che tuttavia prova la conclusione al 3’ con una palombella di Di Maio bloccata da Visconti. Sull’altro fronte, Somma prova i riflessi di Cozzolino. Al 16’ l’Angri potrebbe già raddoppiare, ma sulla conclusione ravvicinata di Sekkoum, Castaldo ci mette una pezza salvando sulla linea. Al 15’ Pezzullo calcia alto su punizione, mentre 6’ Cozzolino è costretto ad uscire fuori area per anticipare Sekkoum. Il pallone calciato alla mezzora da Pezzullo è preda di Visconti, che 7’ più tardi ferma in extremis Rescigno diretto a rete. Il tempo si chiude con le conclusioni di Galdi e Ferraro ben controllate dai portieri avversari. Anche nella ripresa l’Angri prova a bruciare sul tempo l’avversario, e dopo 2’ Luigi Manzo inventa una palombella parata da Cozzolino. Al 5’ l’Angri reclama il penalty per un dubbio contatto in area Esposito-Sekkoum, ma l’arbitro fa proseguire. Vanno al tiro Sekkoum e Galdi, ma swnza particolare pericolo per Cozzolino, mentre la conclusione da fuori di Di Maio da fuori area si spegne fuori. Al 26’ Vicentin fa le prove generali per il raddoppio con una sgroppata in cui elude anche l’uscita del portierino ospite, ma si defila troppo e l’azione sfuma. Nell’ultimo quarto d’ora il gioco s’incattivisce, complice un nervosismo generale che induce a spezzettare di frequente il gioco con brutti falli a centrocampo. Con l’uscita di Sekkoum e Somma i grigiorossi di casa perdono due importanti punti di riferimento, ma stringono i denti e non concedono regali in difesa, nonostante le folate dei sempre insidiosi Pezzullo e Ferraro. Al 44’ l’Acerrara prova a stringere i tempi per il pareggio con una conclusione a rete di Ferrara rintuzzata da Fichera. L’arbitro concede 5’ di recupero, ed al 2’ ecco l’episodio del rigore per i grigiorossi, causato da un contropiede di Vicentin, che viene placcato nel cuore dell’area da Cozzolino. Il direttore di gara concede il penalty, realizzato con freddezza da Vicentin, che spiazza Cozzolino con una conclusione imparabile alla sua destra. E l’Angri continua ad andare… Francesco Rossi
Vittoria e qualificazione al terzo turno di coppa nel segno di Vicentin per l’Angri. Che si sbarazza della Turris con un largo 3-1, ribaltando così la sconfitta per 1-0 patita nell’andata al “Liguori” di Torre del Greco. Mattatore assoluto, con un gol, un assist vincente ed un rigore procurato, è stato l’ariete di Panama, quel Jesus Sebastian Vicentin al debutto assoluto dinanzi al suo nuovo pubblico. Stazza possente e buona tecnica, Vicentin è sembrato la classica ciliegina su una torta già di buona fattura. E, nel giorno dell’esordio dell’ex puntero del Lugano, i tifosi hanno potuto iniziare ad avere dimestichezza con le quattro torri-faro del nuovo impianto di illuminazione, alte circa 25 metri, installate nella giornata di ieri agli angoli del rettangolo di gioco e presto funzionanti. Al fischio d’inizio della giovane giacchetta nera Di Paolo, Vicentin si presenta subito ai tifosi girando a rete un assist di Sekkoum, blocca con sicurezza Loffredo. Poi, una lunga fase di studio, ravvivata più dai cori di incitamento delle tifoserie che dal gioco offerto. Fino al 18’, quando D’Agostino prova a sorprendere il portiere ospite con una palombella finita a fil di palo. E siamo al gol del vantaggio angrese, giunto al 20’, pochi secondi dopo l’uscita a valanga di Loffredo su Somma, con conseguente conclusione fuori di Vicentin. Sekkoum taglia centralmente la difesa ospite, servendo al centro lo smarcatissimo Vicentin, che di piatto non fallisce. Poi, dopo le conclusioni a lato di Marrazzo ed Amarante, al 29’ Liccardi si presenta dalle parti di Visconti, che blocca l’insidia. Il tempo si conclude con un colpo di testa di un Vicentin su di giri, ed una punizione a girare di Sekkoum parata da Loffredo. La ripresa si apre con il raddoppio-qualificazione per l’Angri: conclusione di Vicentin respinta da Loffredo, l’argentino mette al centro dove Sekkoum, ben appostato, appoggia in rete di testa. Vitaglione ci prova su punizione, para Visconti, mentre Vicentin colpisce un palo al 4’ su insidioso diagonale. Licciardi (12’) e Zurolo (18’) provano i riflessi di Visconti con conclusioni ravvicinate, mentre al 33’De Blasio al volo impegna il portiere di casa. E’ il miglior momento per la Turris, ma si spegne al 36’ con lo strattonamento in area di Vicentin da parte di Molisso. Sul dischetto si presenta capitan Amarante, che non fallisce. A 3’ dal termine, corallini in rete con un assolo da applausi di Liccardi, che conclude alle spalle di Visconti. A questo punto sono i corallini a credere di nuovo nel passaggio del turno, ed al 3’ di recupero, Vitaglione fallisce il gol-qualificazione per gli ospiti con un diagonale che lambisce il palo alla destra del portiere grigiorosso. Francesco Rossi
Ennesima prova di forza della squadra gialloverde; questa volta a farne le spese è l’Angri. Il Real Marcianise si sbarazza della formazione di Maranzano con un secco tre a zero maturato nella ripresa. Il sodalizio si presenta la novità Romano in mezzo al campo e quelle di Piscitelli ed il giovane Monda in panchina. Per entrambi Boccolini gli regala uno scampolo di partita. Per Caruso, invece, solo tribuna ed al riguardo è ventilata la voce di un suo addìo alla formazione del patron Bizzarro. Tra le fila ospiti capitan Egizzo si blocca nel riscaldamento ed al suo posto gioca Manzo Antonio, mentre il neo acquisto Vicentin fa il suo debutto in campionato. A differenza delle precedenti prestazioni casalinghe il Marcianise non riesce ad imprimere il suo gioco fin dai primi minuti iniziali, complice anche una buona organizzazione di gioco degli avversari. La prima azione degna di nota è targata Angri con il suo uomo migliore, Galdi, che da circa trenta metri mette in area un pallone velenoso sul quale si avventa Ciontoli che però non trattiene e per sua fortuna nessun calciatore ospite è pronto per il tap-in vincente. Dopo un minuto scambio di colpi tra Poziello e Fichera ed entrambi finiscono sul taccuino del direttore di gara. Al tredicesimo Marcianise pericoloso con Poziello che ruba palla sulla trequarti, il suo tiro è debole, e per poco non ci arriva Romano ben appostato sotto rete. Dopo un solo minuto bella punizione di Cordua che da circa trenta metri scalda le mani ad Amabile. Al sedicesimo si fa vedere l’Angri con una bella azione manovrata sull’out destro da dove Somma mette al centro per l’accorrente Galdi il quale viene anticipato di un soffio da Ciano. Il Marcianise preme e va vicino al gol al minuto numero diciotto con Romano, ben pescato da Poziello, il quale si vede respingere per ben due volte il suo tiro dall’ottimo Amabile. La partita non offre un gran spettacolo in quanto gli attacchi del Marcianise sono ben tenuti dall’Angri che ha dato dimostrazione di un’ottimo assetto tattico. Le ultime azioni della prima frazione di gioco degne di nota sono una per parte. La prima è gialloverde al minuto trentasei con Corsale che da circa trenta metri impegna a terra Amabile. Al quarantaduesimo buona azione in verticale dell’Angri, ma il tiro di Vicentin finisce di poco a lato. Il secondo tempo è molto più ricco di emozioni e si apre con il Marcianise vicino al gol al quarantottesimo, ma il tiro di Romano finisce di poco fuori. Dopo un solo minuto il Marcianise passa in vantaggio. Poziello riesce ad addomesticare un pallone sul lato corto dell’area avversaria ed appena dentro viene atterrato da Luigi Manzo; per il direttore di gara è calcio di rigore e lo stesso attaccante spiazza Amabile. Al cinquantaduesimo Angri in dieci per l’espulsione di Amarante che commette fallo su Corsale. L’arbitro gli sventola il giallo, ma l’ingenuo centrale protesta in modo eccessivo e finisce anzitempo sotto la doccia. Inevitabilmente si aprono enormi spazi per i giallovedi ed al sessantacinquesimo fallisco di poco il raddoppio con Manco che liberissimo in area tira sul portiere in uscita. Dopo tre minuti è l’Angri ad andare vicinissimo al pareggio con il neo entrato Sekkoum il quale direttamente da calcio piazzato colpisce in pieno la traversa e sullo sviluppo dell’azione Ciontoli salva il risultato su Marrazzo. Al settantesimo arriva il raddoppio con Manco che si invola dalla trequarti ben lanciato da Ciano e trafigge Amabile in uscita. Dopo quattro minuti arriva anche il terzo gol gialloverde ancora dal dischetto ed ancora siglato da Poziello che con uno splendido cucchiaio beffa Amabile. Da registrare nell’occasione del calcio di rigore un piccolo battibbecco tra Della Ventura che si era procurato il penalty e lo stesso Poziello, ma tutto è poi finito in un lungo abbraccio. Sul tre a zero il Marcianise giochicchia e l’Angri sfiora il gol della bandiera con Vicentin che al minuto ottantacinque colpisce l’incrocio dei pali da circa venti metri. Dopo tre minuti di recupero l’arbitro fischia la fine ed inizia l’ennesima festa gialloverde. (g.m.)
Il tecnico angrese ha mescolato le carte cambiando volto alla squadra affidandosi alla verve di atleti giovani che hanno, ampiamente, ripagato la fiducia accordata dal trainer di Erice. Undici rivoluzionato a partire dall’estremo difensore con Visconti titolare dopo l’esordio, durato ventotto minuti, con la Sangiuseppese. La linea difensiva, orfana dell’esperto Egizzo, composta da tre giovanissimi in età di Lega, che hanno dimostrato di affrontare la gara con grande autorità offrendo una grande prova di concretezza. Dall’altra parte la formazione corallina costretta a rinunciare allo squalificato Cirillo, ma pronto a sfoderare una retroguardia granitica basata sulla coppia Vitello-Garofalo. In avanti assoluta qualità con il tandem Vitaglione-Noviello pronto a sfruttare i traversoni del motorino Sannazzaro.La contesa tra le parti ha offerto subito emozioni con continui capovolgimenti di fronte. Il primo affondo è di marca corallina al ’10 Sannazzaro sottrae il pallone dai piedi di Ferrara e lascia partire un cross basso sul quale arriva in leggero ritardo Novello. Il campo, seppur in ottime condizioni, è reso scivoloso dalle copiose piogge evidenzia qualche difficoltà di costruzione nei primissimi minuti, ma Sekkoum non esime da provarci dalla distanza, impegnando Pescatore in una difficile respinta. La Squadra guidata da Massaro tiene alto il baricentro limitando i rifornimenti al cecchino grigiorosso Mercurio sul quale si avvicendano in marcatura i centrali torresi. Al ’25 Sekkoum, sulla linea di centrocampo, serve in profondità Mercurio, lesto ad eludere il direttore marcatore, che si invola verso la porta ospiste da posizione defilata riesce a superare anche il portiere, ma la sua conclusione a girare viene respinta sulla linea da un colpo di testa di Garofano. Poco dopo la mezz’ora è ancora il centravanti di casa a creare scompiglio nella difesa, vestendo i panni di rifinitore. Si libera di un avversario sulla corsia sinistra e serve al centro dell’area l’accorrente Marrazzao che timbra il ritardo l’appuntamento con il tabellino. L’Angri avanza e chiude nella propria metà campo la Turris che punta a sorprendere i padroni di casa con giocate dei singoli piuttosto che con manovra corale. Al ’35 i grigiorossi passano. Amarante lascia partire una velenosa conclusione dai venticinque metri Pescatore non controlla e sulla respinta si avventa Galdi che come un avvoltoi deposita la sfera nel sacco. Apoteosi al “Novi”. Gli uomini di Maranzano danno dimostrazione di estremo cinismo abbandonando l’etichetta di undici poco concreto, ma spettacolare. Prima della conclusione del tempo c’è da registrare un fendente di Marrazzo dal limite dell’area che si spegne tra le braccia del numero uno ospite. Nella ripresa Massaro cerca di dare maggiore profondità alla manovra mandando in campo Zurolo e chiedendo maggiore movimento agli esterni di centrocampo poco incisivi e imbrigliati dai giovani difensori salernitana. La ripresa inizia con una apprezzabile conclusione di Mercurio che con una girata bella, ma debole fa lustrare gli occhi al pubblico del “Novi”. Il “leit-motiv” della seconda frazione di gioco vede la Turris in costante proiezione offensiva e i padroni di casa pronti a sfruttare gli spazi lasciati a centrocampo. Il gioco delle contendenti non produce nulla di concreto anche grazie alla solidità dei pacchetti arretrati, tempestivi a chiudere qualsiasi occasione insidiosa. Massaro inserisce un altro attaccante, Liccardi, nella speranza di trovare maggiori spazi, ma il tentativo risultato vano. Per venti minuti la partita si gioca in cinquanta metri di campo con portieri inoperosi. Al primo vero affondo l’Angri raddoppia. Galdi recupera un pallone a pochi metri dalla sua area fraseggio con Mercurio per poi servire al centro il neo-entrato Flaminio che resiste alla carica di un avversario ed entra in area e con un tocco felpato supera in uscita il battuto Pescatore. Il raddoppio induce l’allenatore di casa a tirare fuori dalla mischia il duttile Amarante, al suo posto Cirillo, e quando tutto lasciava presagire ad un finale tranquillo con il debordante entusiasmo della platea grigiorossa, arriva la rete di Novello che riapre la partita. L’attaccante napoletano sorprende Visconti fuori dai pali e lo punisce con una deliziosa palombella. I padroni di casa accusano il colpo e finiscono in balìa degli attacchi torresi. Al ’45 Noviello ci riprova dalla distanza, ma stavolta il tiro finisce alto sulla trasversale. Un minuto dopo Liccardi ha la più nitida occasione per riequilibrare le sorti dell’incontro, ma la sua conclusione, da ottima posizione, è utili solo per generare le imprecazioni dei duecento supporters biancorossi. Prima del fischio di chiusura Vitaglione calcia alto una punizione da favorevole posizione. L’ultimo acuto, però, è dei grigiorossi che al ’50 sfiorano il tris con una cavalcata di Luigi Manzo che viene respinta dall’estremo difensore napoletano. L’Angri torna alla vittoria e si gusta la vetta della classifica in coabitazione con le altre corazzate del girone. Enzo d'Antuono
Somma Vesuviana: Sul Felice Nappi l'Angri tenta di togliere la vittoria
alla squadra sommese e riesce a strappare il pareggio. Un match che non dava
spettacolo nel primo tempo si è trasformato nella ricerca dell'azione clou
nel secondo, con un risultato di uno ad uno cercato dalla Viribus che
dominava il vantaggio in un primo momento, quanto dall'Angri decisa a non
sottostare. La prima azione significativa è stata ad opera dei padroni di
casa che su punizione di Mattoni si è lasciato sfuggire l'occasione:
Allocca di testa non anticipa il bravo avversario che si immette nella
perfetta traiettoria. Un minuto più tardi la squadra in rosso-blu riesce a
creare una seconda occasione simile alla prima: punizione dal lato dell'area
e tentativo di insaccare di testa, ma gli ospiti sanno gestire anche questa
occasione. Al 9' p.t. Galdi prova un tiro da distanza ravvicinata, ma
lambisce il palo mandando a fondo. Devono trascorrere ancora altri dieci
minuti prima di rivedere altre azioni significative ed al 20' p.t. Sekkoum
tenta l'appoggio al volo dopo il passaggio del compagno ma disturbato dal
difensore non concretizza. Rispondono al 28' p.t. con Peppe Allocca i
padroni di casa: su angolo spizza la palla di testa senza trovare la
direzione giusta, la sfera vola alta, D'angelo sopraggiunge ma conclude
senza forza e la sfera termina tra le sicure braccia del portiere.
Doveva essere la partita del riscatto dopo le due sconfitte consecutive, Caivanese e Turris in coppa Italia, invece Angri e Sorrento hanno dato vita a una partita che potrebbe, tranquillamente, essere un efficace antidoto a chi soffre di insonnia. Novanta minuti soporiferi, con poche emozioni e tanto equilibrio. Un estremo tatticismo ha annoiato il pubblico presente sugli spalti che avrebbe potuto lasciare le scalee già al termine della prima frazione di gioco. Nella ripresa, infatti, si è giocato all’insegna del “volemose bene” con due compagini che non sono mai riuscite a rendersi pericolose nell’area avversa. L’equilibrio ha imperato tra due formazioni che hanno, comunque, dimostrato di avere un buona organizzazione di gioco e con il Sorrento che ha messo in vetrina i suoi talenti capaci di neutralizzare, in avvio di gara, l’arrembaggio grigiorosso meno veemente del solito. Il primo pareggio casalingo è stato salutato con qualche fischio dei tifosi al termine della contesa. Il brillante avvio di stagione ha ben abituato gli esigenti tifosi dell’Agro che alla fine hanno mostrato il proprio disappunto. Maranzano si è affidato alla formazione tipo recuperando anche l’attaccante Fotrino, inizialmente in panchina, mentre bisogna ancora attendere per l’utilizzo dell’argentino Vicentin. Il Sorrento, guidato egregiamente da La Scala, ha dimostrato di essere una squadra tignosa in gradi di mettere in allarme i padroni di casa con attacchi imperniati sulla velocità. A rendere più semplice il compito alla formazione costiera ci ha pensato la difesa angrese ha sbandato, paurosamente, nel primo quarto d’ora di gara. In avvio ti aspetti l’Angri determinata e arrembante, ma è il Sorrento a dettare i ritmi di un gioco che gira ad una velocità vertiginosa mentendo in perenne affanno i quattro della linea difensiva grigiorossa con Egizzo non certamente in giornata di grazia. Gli passano al primo affondo. Corre il settimo minuto di gioco quando Maraucci lavora un buon pallone sulla corsia destra e alza a campanile al limite dell’area dove è appostato, in beata solitudine, Solvimene che fulmina Amabile con un diagonale che si infila nell’angolo alla sinistra del portiere. Il passivo sembra svegliare i padroni di casa che cominciano a ruminare calcio e produrre qualche azione pericolosa dalle parti di Ambra. Al ’12 il portiere sorrentino deve intervenire su un colpo di testa di Egizzo sugli sviluppi di un corner. Cinque minuti più tardi i salernitana hanno la possibilità di riequilibrare le sorti della gara con una nitida occasione da rete. Su battuta dall’angolo di Sekkoum, Mercurio colpisce di testa indirizzando la sfera verso Ambra in uscita, il numero uno rossonero non riesce ad addomesticare il pallone che termina sui piedi di Fichera, che si vede respingere il tiro sulla linea di porta dal provvidenziale intervento di Matarese. Al ’25 ci prova Sekkoum con una conclusione a girare lambendo il palo alla destra di Ambra. L’Angri appare trasformata e due minuti dopo nasce un’latra occasione da rete sull’asse Martone-Mercurio con il cannoniere grigiorosso anticipato sotto misura da Ferrara. Il Sorrento, ripiegato nella propria trequarti, accusa il colpo e soffre il pressing attuato dall’undici del cavallino rampante, ma al 28’ Marciano tenta di interrompere il predominio angrese con una conclusione ad effetto che termina a lato. Alla mezz’ora Cirillo si libera sulla sinistra e dal limite lascia partire un fendente che non trova fortuna finendo alto sulla trasversale. La rete è nell’aria è il pareggio arriva al ’34 con una punizione impeccabile di Sekkoum che trafigge imparabilmente l’estremo difensore costiero. Il pareggio rivitalizza la compagine di casa che prima del finire di tempo cerca, invano, di gonfiare ancora le rete. La seconda frazione di gioco ha un solo protagonista, la noia. Per cinquanta minuti si assiste ad una gara che non riesce a regalare la benché minima emozione. Morfeo si impadronisce di tutti i protagonisti sul manto erboso fornendo alla gara un effetto soporifero che trova come antidoto solo la forza di un pubblico impareggiabile che crede alla vittoria sino alla fine. Eloquente in tal senso il coro intonato a fine gara: “meritiamo di più…” Enzo d'Antuono
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