A N G R I - P R O F A V A R A 0 - 1 Il fanalino di coda Pro Favara supera un Angri bello a metà. Primo tempo davvero opaco da parte degli uomini di mister Provenza apparsi contratti e lenti. Il volto della partita, invece, è cambiato nella seconda metà di gara. I grigiorossi, punti nell’orgoglio dalla rete realizzata al 43’ da Contino, sono scesi in campo con ben altra mentalità e si sono inchinati soltanto davanti alla malasorte. Due pali e due traverse, infatti, sono stati colti dai grigiorossi nell’arco dei novanta minuti. L’Angri, inoltre, si è trovato di fronte alla giornata di grazia del portiere siciliano Rizzuto. Il numero uno del Pro Favara ha alzato un muro e non ha permesso agli avanti dell’Angri di pareggiare. Mister Provenza doveva rinunciare al capitano Amarante colpito da un lutto familiare. In mezzo al campo in luogo del capitano veniva schierato Santonicola con al suo fianco il rientrante Maranzano. Esordio dal primo minuto per il giovane Lioi schierato a centrocampo nel ruolo di esterno sinistro. Martone, in dubbio alla vigilia, partiva dalla panchina. La prima palla goal era di marca angrese e arrivava al 5’. Pallonetto dalla distanza di Galantucci che si stampava sulla traversa. Al 16’ si vedevano i gialloblu ospiti con Celani il cui tiro incrociato terminava di poco a lato. Al 17’ l’Angri rispondeva con Lioi la cui conclusione era deviata in angolo da Rizzuto. Al 36’ ci provava Ricchetti. La botta del “re del taglio” terminava di un soffio fuori. Al 43’ arrivava la rete del Pro Favara. Contropiede guidato da Andante che lanciava bene verso Contino. L’attaccante siciliano, scattato sul filo del fuorigioco, arrivava davanti a De Felice e lo trafiggeva con un preciso diagonale. Primo tempo con un Angri notevolmente sottotono. Nella seconda frazione di gioco, però, la musica sarebbe notevolmente cambiata. Provenza inseriva Cozzolino al posto di Lioi e Infimo in luogo di Santonicola. D’Arienzo si spostava a centrocampo con Infimo che si piazzava al centro della difesa. Al 48’ era Scarpa ad andare vicinissimo al goal. La punizione del bomber ex Nocerina, però, coglieva in pieno l’incrocio dei pali. Al 50’ la punta grigiorossa ci riprovava. Questa volta, però, il calcio franco di Scarpa trovava sulla sua strada il plastico volo di Rizzuto. Al 56’ era Galantucci a sfiorare il goal. L’ex Gladiator si liberava con un bellissimo stop del diretto avversario e calciava trovando, ancora una volta, la miracolosa deviazione in angolo di Rizzuto. Sugli sviluppi del corner Cozzolino batteva dal limite dell’area, ma, Rizzuto era ancora bravo a respingere. Al 61’ l’Angri rischiava grosso. La conclusione di Andante, scattato sul filo del fuorigioco, veniva respinta bene da De Felice. Al 72’ la dea bendata girava nuovamente le spalle ai grigiorossi. Ricchetti si liberava sulla destra e crossava al centro trovando la puntuale deviazione di testa di Scarpa. La palla, però, si infrangeva sul palo alla sinistra di Rizzuto. Al 79’ si rinnovava il duello Scarpa-Rizzuto. Il portiere siciliano si superava letteralmente sulla botta ravvicinata del punteros grigiorosso. All’88’ era ancora la malasorte a metterci lo zampino. Su una mischia scaturita da una punizione di Scarpa arrivava l’involontaria deviazione di un difensore del Pro Favara. Il pallone, incredibilmente, finiva nuovamente sul palo. Giuseppe De Caro A N G R I - V. L A M E Z I A 0 - 0 E’ mancato solo il gol nel corso di una partita giocata a viso aperto dalle due compagini che hanno provato a superarsi soprattutto nel corso dei secondi quarantacinque minuti. La ripresa si è disputata sul ritmi vertiginosi con repentini capovolgimenti di fronte che hanno tenuto alta la tensione nella fase difensiva. Alla partenza il Lamezia cerca di sorprendere i padroni di casa attaccando gli spazi esercitando un pressing asfissiante sui portatori di palla. I grigiorossi riescono a contenere trovando anche il tempo per impegnare il giovane portiere lamentino che all’ottavo ha dovuto rincorrere per recuperare la sfera deviata dalla barriera su punizione di Scarpa che ci riprova dopo un giro di lancetta, ma la conclusione termina alta sulla traversa. Corre il minuto 21’ quando De Felice è chiamato per la prima volta in causa su tiro velenoso di Alessandrì che dal limite mira all’angolo alla sinistra dell’esperto portiere salernitano. Il Lamezia sornione, cerca di piazzare la zampata vincente alla mezz’ora: Mangiapane si libera di due avversari e serve Castillo la conclusione dell’ariete argentino finisce debolmente tra le braccia di De Felice. I calabresi continuano a tessere la tela nel tentativo di cercare spazi dove incunearsi per colpire. L’Angri si fa vedere al ’37 con Somma che regala l’illusione ottica della rete mandando sull’esterno della rete. Nella parte conclusiva della prima frazione di gioco la gara sale di tono e sono gli ospiti a creare una nitida occasione da rete, Mangiapane trova spazio sulla sinistra e opera un traversone, De Felice compie un’uscita maldestra consegnando il pallone di Castillo che, ben appostato, spedisce fuori con un colpo di testa. Il primo tempo con le due squadre che negli spogliatoio ricaricano le batterie per dar vita ad un secondo tempo senza esclusioni di colpi. Al quarto Galantucci, in giornata opaca, ci prova dalla distanza, ma il tiro supera il muro di cinta del “Novi”. Il Lamezia vuole incassare i tre punti per restare in corsa per la promozione diretta e Boccolini opera un doppio cambio lanciando nella mischia l’esperto e prolifico Tortora a dare man forte al solitario Castillo. Un minuto dopo l’Angri rischia di capitolare. Castilo servito in area da Vanzetto lascia partire una palombella che si stampa sul palo il pallone finisce a Tortora, ma è lesto Fontanella a deviare in angolo. Sugli sviluppi del corner la sfera finisce a Privitera che a pochi centimetri dalla parte manda il pallone ad infrangersi sul corpo di uno strepitoso De Felice. Il doppio pericolo scuote i grigiorossi che cominciano a macinare gioco mettendo in difficoltà la corazzata calabrese che a più riprese rischia di cedere il passo. Prima sulla conclusione aerea di Amarante (15’) e poi su Ricchetti, subentrato a Fontanella, sul quale serve un miracolo del giovane Saviano che smorza l’urlo in gola ai tifosi di fede grigiorossa. Al ’27 sono i biancoverdi a sciupare un’altra ghiotta occasione con Ceriani ben liberato in area da Castillo il difensore da pochi passi mette, clamorosamente, fuori. Nell’ultimo quarto d’ora sale in cattedra il guardalinee De Luca con cervellotiche scelte di segnalare azioni di fuori gioco inesistenti fermando un ventaglio di occasioni di marca angrese. Negli ultimi dieci minuti il Lamezia tenta l’assalto finale, ma il forcing genera solo una conclusione dalla distanza di Mangiapane respinta dall’estremo difensore di casa, mentre al ’37 Ricchetti tenta di sorprendere Saviano abile a distendersi sulla sinistra e rifugiarsi in angolo. Una gara spettacolare che ha, però, prodotto un risultato che sostanzialmente penalizza entrambe le squadre che vedono spegnersi le speranze di centrare i rispettivi obiettivi.
R E N D E - A N G R I 2 - 1 Ancora una volta la capolista Rende si dimostra all'altezza del ruolo assunto ormai da diversi mesi. Capolista indiscussa del girone I di Serie D, la squadra di Franco Giugno ha saputo tener testa ad un ostico Angri, sceso in Calabria con grandi motivazioni e, soprattutto, con spirito battagliero: non è riuscito alla squadra di mister Provenza il colpaccio in terra calabrese, ma stando a quanto visto in campo i grigiorossi avrebbero almeno meritato il pareggio. La partita che dall'avvio si mostra scoppiettante. Al 5’ Galantucci, da distanza siderale, prova a sorprendere Fresta, ma la palla sorvola di poco la traversa. Risponde Granata, che chiama all’intervento De Felice in corner. Al 10’ punizione battuta da Occhiuzzi, la palla attraversa una selva di gambe e termina la sua corsa in fondo al sacco. Gli ospiti protestano per la punizione che, a loro giudizio, era di seconda, mal’arbitro è inamovibile: a fine gara, infatti, Caridi ammette di aver tolto la rete al suo compagno di squadra, il tutto mentre Occhiuzzi dedica la sua prestazione al piccolo Andrea. Gioia effimera, al 14’ Scarpa pareggia i conti dal limite dell’area. Il Rende rialza la testa e pigia sull’acceleratore. Di Granata, Moschella, Scalzo e Trocini le occasioni più pericolose, ma l’imprecisione e il portiere ospite dicono di no. In mezzo, un tiro debole di Cozzolino, facile preda di Fresta. La ripresa si apre con i padroni di casa che partono a spron battuto per portarsi in vantaggio e dopo venti secondi è Occhiuzzi, con una conclusione di volo, a costringere De Felice alla respinta. Al 6’ Moschella indirizza in area un pallone per Trocini che è pronto a servire l’accorrente Occhiuzzi, ma il piatto di quest’ultimo è centrale e l’estremo difensore ospite non ha problemi a neutralizzare. Sembra il momento giusto per passare ed all’8’ su un corner teso di Occhiuzzi la retroguardia ospite va in bambola, De Felice respinge corto con palla vagante sulla linea, Trocini è lì e ribadisce in rete da pochissimi passi. Al 15’ è ancora Trocini, in contropiede, ad involarsi verso la porta ospite, dribbling secco e destro rasoterra ad incrociare con sfera che termina di poco a lato. La partita si trascina fino al 29’ quando Granata mette in mezzo un pallone pericoloso sul quale Di Donato per poco non incorna nella propria porta. Al 37’ il nuovo entrato Prete, ben servito in profondità da Orlando, temporeggia all’interno dell’area fino a quando non prova a sorprendere De Felice, che si rifugia in corner. Gli ultimi minuti, compreso il recupero di quattro minuti, si attendono in maniera frenetica ma gli attacchi ben manovrati dell’Angri, vanno ad incocciare contro il muro eretto dalla retroguardia biancorossa. La partita termina così con il tripudio del pubblico di casa che, a fine gara, già comincia a muoversi per organizzare la prossima trasferta di Palermo. Intanto, negli spogliatoi, arriva il secondo “giallo” della giornata, con Franco Giugno che abbandona lo stadio in fretta e furia pochi minuti dopo il fischio finale senza rilasciare nessuna intervista. Mentre in molti si chiedono il perché, il presidente rassicura tutti e rasserena gli animi.
A N G R I - M I L A Z Z O 0 - 0 Si ferma sui legni l’assalto portato dall’Angri al Milazzo. Un palo su calcio di rigore battuto da Scarpa e una traversa colta da D’Agostino strozzano in gola l’urlo di gioia ai tifosi grigiorossi. Gli uomini di mister Provenza non ce l’hanno fatta a superare un Milazzo ben disposto in campo che ad Angri ha giocato a viso aperto. Sul piano del gioco, probabilmente, erano proprio i siciliani a meritare di più. Sul piano delle occasioni, invece, erano Amarante e soci a dover recriminare qualcosa. Si può parlare, dunque, di un pari giusto in una gara equilibrata. L’Angri, nonostante il pari casalingo, può ancora nutrire qualche speranza di approdare alla zona play-off. Resta aperto, infatti, il discorso per la conquista della quinta piazza occupata proprio dal Milazzo. I mamertini, al momento, hanno quarantasei punti in classifica e conservano un punto di vantaggio sulla Vibonese e due lunghezze sulla coppia formata da Angri e Siracusa. L’Angri, però, se vorrà ancora cullare il sogno play-off dovrà migliorare dal punto di vista del gioco. L’Angri attuale è solo lontano parente dell’Angri della seconda metà del girone d’andata. Il gioco spumeggiante offerto dall’undici grigiorosso appare un lontano ricordo. Squadra troppo lunga sul terreno di gioco. Le gambe di alcuni giocatori non girano più a mille. Il centrocampo non riesce più a supportare al meglio la fase offensiva. L’undici di Provenza, se vorrà trovare posto nella griglia play-off, dovrà migliorare parecchio. L’ex tecnico della Primavera della Salernitana si affidava al collaudato 4-5-1 con Ricchetti a destra e Galantucci a sinistra in appoggio all’unica punta Scarpa. In difesa Fontanella veniva schierato nel ruolo di terzino destro con Di Donato spostato al centro al fianco di D’Arienzo. Amarante giocava in mezzo al campo con Martone e Manzo. La prima azione degna di nota era di marca siciliana. Al 3’ Migliorelli, al termine di un’azione caparbia, arrivava da solo davanti a De Felice che era bravo a distendersi e a respingere. Al 6’ancora Milazzo pericoloso. Verrillo mancava da pochi passi la decisiva deviazione di testa. Al 14’ si vedeva anche l’Angri. Galantucci direttamente da calcio d’angolo impegnava severamente Ambrosi. Al 30’ Scarpa si liberava bene al limite dell’area, ma la sua conclusione terminava di poco a lato. Al 37’ i grigiorossi avevano la grande occasione. Ricchetti cadeva in area dopo un contrasto con Vero e l’arbitro concedeva il calcio di rigore. La battuta dal dischetto di Scarpa spiazzava Ambrosi ma colpiva in pieno il palo alla sinistra dell’ex portiere della Cavese. Al rientro delle squadre in campo dopo l’intervallo erano gli isolani ad andare vicino al goal. Cirillo, dopo una disattenzione di Di Donato, arrivava davanti a De Felice ma, prima che potesse battere a rete, arrivava la tempestiva chiusura di Fontanella. Al 52’ Provenza sostituiva l’acciaccato Manzo con Cozzolino. Il classe ’86 si piazzava sulla fascia sinistra e Galantucci si spostava in mezzo al campo nella posizione di Manzo. L’ingresso di Cozzolino vivacizzava la manovra dell’Angri. La prima palla goal di marca grigiorossa arrivava al 70’ grazie ad un’iniziativa personale di D’Agostino. Il giovane terzino scendeva sulla sinistra e, vedendo Ambrosi fuori dai pali, si inventava un fantastico pallonetto che, sfortunatamente per l’Angri, si stampava sulla traversa. Al 75’ ci provava Scarpa ma la sua saetta dalla distanza finiva di poco fuori. Vani gli ultimi disordinati tentativi grigiorossi. Il risultato restava inchiodato sullo 0-0. Giuseppe De Caro S A P R I - A N G R I 2 - 1 SAPRI - La dura legge dell'ex condanna a una pesante
sconfitta l'Angri di Provenza, calato al "Campo Italia" per far
punti e agganciare la zona play-off. Nulla di tutto questo: i grigiorossi
fanno ritorno nell'Agro con le pive nel sacco. La formazione del Golfo di
Policastro vince 2-1 meritatamente una gara condotta fin dall'inizio. E
che ha visto come protagonista Maurizio Mercurio; l'ex centrocampista del
"cavallino" mette il sigillo personale su un match che piazza i
biancazzurri in rampa di lancio. Ieri pomeriggio è stato lui il
protagonista indiscusso di una partita ben giocata da parte di entrambe le
formazioni e soprattutto seguita da un pubblico caloroso, che ha tifato
per tutta la durata del match, nel pieno rispetto dell'ordine pubblico.
Tre punti pesanti, che rilanciano di prepotenza la formazione di mister De
Feo nei play off, mentre condannano l'Angri all'ennesima rincorsa. Domenica
prossima ci sarà un'ultima chance per la squadra del
"cavallino", perché al "Pasquale Novi" arriverà
il Milazzo, altra compagine che staziona in zona "spareggi". O
si batte la squadra siciliana oppure si può dire addio, definitivamente
al sogno play-off. "Sogno" play-off, che invece continua per
l'undici degli spigolatori, partendo proprio dalla bella vittoria di ieri.
La cronaca sportiva, s'apre con una partenza a razzo dell'Angri che al 2'
cerca di imporsi con Scarpa, Pino Di Donato
A N G R I - R O S S A N E S E 1 - 1 Difficile delimitare il confine e definire dove comincino i meriti di una Rossanese caparbia e dove, invece, abbiano origine i demeriti di un Angri che ha giocato al piccolo trotto. Al termine dei novanta minuti resta da capire se i grigiorossi abbiano perso due punti o abbiano guadagnato un punto. Per il modo in cui è maturato il pareggio giunto a pochi minuti dalla fine l’Angri ha molto da recriminare, ma chi ha assistito alla gara non può esimersi dal muovere complimenti alla compagine ospite che, nel primo tempo, ha sciupato l’impossibile. I grigiorossi sembrano ormai lontani parenti i quella squadra che tanto aveva entusiasmato nella prima parte della stagione. Oggi, invece, la squadra di Provenza è la brutta copia di una formazione che si era fatta ammirare per la sua velocità di manovra e per l’ottima organizzazione di gioco. L’undici visto all’opera contro i rossoblu calabresi ha dimostrato di non aver più abbastanza benzina per tenere lo stesso ritmo per l’intera durata delle gare e di patire il momento poco felice di alcune pedine chiave dello scacchiere. Il gioco spumeggiante ha ceduto il posto ad una squadra che gioca su ritmi lenti e compassati tali da far calare gli ormeggi nella seconda parte della gara. Le continue leggerezze difensive, (D’Arienzo in giornata negativa) e la scarsa vena prolifica di Scarpa che ha smarrito l’effetto “ReMida”, con un Maranzano in netto calo fisico nella ripresa sono elementi che hanno contribuito a spianare la strada al pareggio ai rossanesi che hanno avuto la bravura di crederci sempre. Le due squadre si sono affrontate a viso aperto lasciando intuire, sin dalle prima battute di gioco, di non aver alcun timore reverenziale e di essere disposte a portare a casa l’intera posta in palio. I padroni di casa si sono presentati in campo con l’undici base con il cannoniere Scarpa pronto a rompere il digiuno e con un Galantucci al rientro dopo la squalifica. Il tecnico Carmine Pugliese ha mandato in campo una squadra ben equilibrata affidando il compito di offendere a Latini sempre supportato da Esposito con Di Maggio a fare da collante tra la linea mediana e la fase avanzata. Il primo pericolo per la porta calabrese arriva all’ottavo minuto di gioco direttamente sul calcio piazzato battuto da D’Arienzo con palla che sorvola la traversa. Al ’12 si svegliano i rossoblu: Di Maggio elude la trappola del fuorigioco e si presenta in solitudine dinanzi a De Felice, ma la sua conclusione a lato origina solo le imprecazioni dei compagni di squadra. Martone (20’)si destreggia tra due avversari e dalla corsia di sinistra lascia partire un cross tagliato sul quale arriva in ritardo Scarpa. Scampato il pericolo l’undici della “città della liquirizia” assume il comando delle operazioni di gioco e sfiora il vantaggio in tre limpide azioni. Al 28’ Esposito bene imbeccato da Di Maggio si presenta in aria e il suo tiro viene deviato in angolo dal provvidenziale Amarante. Sugli sviluppi del tiro dal corner il pallone giunge sul destro di latini che da pochi metri trova l’intervento miracoloso di piedi del numero uno grigiorosso. Fioccano le occasioni da rete per i rossoblu e alla mezz’ora è ancora Di Maggio a pennellare un invitante traversone per Esposito che giunge in leggero ritardo. Nel momento migliore degli ospiti arriva il guizzo vincente di Galantucci che prende palla a limiti dell’area e lascia partire una precisa palombella che scavalca Maritato fuori dai pali. La rete galvanizza i grigiorossi che puntano a sfruttare il momento e a chiudere la pratica approfittando del calo della Rossanese che riesca ad andare all’intervallo senza riportare ulteriori conseguenze. La ripresa è l’antitesi del primo tempo con poche occasioni da rete e con un ritmo gioco molto lento che si trascina stancamente. La Rossanese cerca di rendersi pericolosa prima con Pane sia all’ottavo, pallone sfiora l’incrocio dei pali, che al 23’ quando De Felice deve compiere un intervento prodigioso per evitare la capitolazione. Nulla può al 39’ quando Brillante, da poco entrato, è lesto a confezionare un delizioso pallonetto e a trafiggere in uscita l’estremo difensore salernitano. Lu D’Ant. M A R S A L A - A N G R I 1 -0 Una sconfitta maturata negli ultimi venti minuti, quando il pareggio
sembrava un risultato acquisito e tutto sommato giusto. Almeno fino a
quando l’Angri è riuscito a tenere in piedi la diga e a resistere agli
attacchi del Marsala. Manovra non dirompente, ma dettata dalla necessità
di far punti a tutti i costi per sganciarsi dalla bagarre di fondo
classifica. Già, perché grazie al successo di ieri pomeriggio i
siciliani scavano un solco dalla zona play-out e si portano a +5 dalla
quintultima (Fincantieri Palermo). I campani, invece, restano incollati al
treno dei play off: quattro compagini nel giro di un punto (Milazzo,
Angri, Sapri e Vibonese), l’impresa spareggi è ancora possibile. A
cominciare dalla gara interna di domenica prossima contro la Rossanese,
laddove i grigiorossi ritroveranno Galantucci (assente per squalifica).
Proprio la mancanza dell’estroso centrocampista ha tolto un po’ di
brio e un pizzico di fantasia al gioco dei salernitani, che hanno comunque
esibito la solita, efficace organizzazione di gioco nonostante le non
perfette condizioni del terreno e la cattiveria agonistica del Marsala.
Novanta minuti poco brillanti, ma che non cambiano d’una virgola la
situazione del cavallino rampante grazie anche ai risultati provenienti
dagli altri campi. Novanta minuti che i padroni di casa hanno affrontato
col piede pigiato sull’acceleratore. Chiare le indicazioni di Galfano:
non permettere ai campani di palleggiare, non concedere spazi e
capitalizzare al massimo le occasioni da rete create. Ironia della sorte,
il primo acuto dell’incontro è di marca grigiorossa: la conclusione di
D’Agostino impegna Guaiana in una respinta a pugni chiusi. Poi, poco
alla volta, prende piede il Marsala che al 28’ centra la traversa con
Ciulla. Due episodi, i picchi di una prima frazione
dall’elettroencefalogramma quasi piatto. Nel secondo tempo il clichè
non cambia: il Marsala preme alla ricerca del vantaggio, l’Angri prova a
difendersi con ordine e a ripartire. Una punizione di Scarpa dal limite
insidiosa (tiro parato) apre le ostilità. Il diagonale di Bifora (19’,
lesto a raccogliere una respinta di De Felice) chiude virtualmente il
match. Tre punti al Marsala, l’Angri rimanda le ambizioni da play off al
“Novi”. Salvo
Mannino
A N G R I - SP. LEONZIO 2 - 0 Pronostico rispettato. L’Angri 1927 si sbarazza dello Sporting Leonzio con il più classico dei risultati. Due magie del “Pinturicchio” grigiorosso Galantucci permettono all’undici di mister Provenza di riagguantare la zona play-off. L’Angri 1927, battendo il Leonzio, è balzato dalla sesta alla quarta posizione e, ora, può permettersi di guardare dall’alto le dirette concorrenti nella corsa play-off. Il Milazzo e il Sapri, infatti, non sono andati oltre lo 0-0 nello scontro diretto. La Vibonese, invece, è stata bloccata sull’1-1 da un coriaceo Corigliano. I grigiorossi, in questo momento, devono stare attenti a non fare voli pindarici. Mancano ancora otto partite alla fine del torneo e la lotta per la conquista dei play-off è ancora apertissima. L’entusiasmo della torcida grigiorossa, comunque, è alle stelle. L’Angri 1927 visto contro lo Sporting Leonzio ricorda da vicino l’Angri dei miracoli del girone d’andata. Gli uomini del “Cavallino Rampante” hanno riacquistato quella fluidità di gioco che mancava da parecchio. Galantucci, inoltre, si sta confermando giocatore di categoria superiore. Quando il cannone del bomber Scarpa si inceppa c’è sempre il buon Alessio a togliere le castagne dal fuoco. L’ex Gladiator, ormai, è uno specialista di quei goal che resero famoso nel mondo Alex Del Piero. Galantucci prende palla sulla sinistra salta un paio di avversari e, arrivato al limite dell’area, calcia di destro trafiggendo con regolarità i portieri avversari. Mister Provenza schierava il solito elastico 4-5-1 con Galantucci a sinistra e Somma a destra in appoggio alla punta centrale Scarpa. In mezzo al campo il giovane classe’85 Manzo veniva preferito a Santonicola. Al 10’ Galantucci faceva capire immediatamente di essere in giornata di grazia. Il colpo di testa dell’ex Gladiator, però, terminava di un soffio a lato. Al 26’ ci provavano gli ospiti con Ercolano sul quale, però, era bravo ad intervenire Di Donato. Al 34’ era Scarpa a scagliare un fendente dalla distanza che terminava di poco fuori. Il 37’ era il minuto della prima perla firmata Galantucci. Il furetto grigiorosso saltava come birilli due avversari e, giunto al limite dell’area, faceva partire un rasoterra che si infrangeva prima sul palo e poi si insaccava alle spalle di Di Giovanni. Il primo tempo si chiudeva con un “Novi” in delirio. Nella seconda metà di gara lo Sporting Leonzio provava a reagire. Al 56’ Fascetto calciava dalla distanza, ma De Felice era bravo a bloccare a terra. Al 57’ l’incornata di Ercolano finiva di poco fuori. Al 66’ i siciliani reclamavano un calcio di rigore. Di Donato fermava in maniera sospetta Ercolano. Il signor Zonno, ben appostato, lasciava correre. Al 74’ ancora Ercolano faceva tramare il “Novi”. Il pallonetto dell’attaccante del Leonzio superava De Felice ma si spegneva sul fondo. Proprio nel momento migliore degli isolani arrivava la seconda prodezza di Galantucci che tagliava definitivamente le gambe alla compagine allenata da mister Marzola. Galantucci prendeva palla sulla sinistra saltava un avversario e, giunto al limite, sfoderava una precisa palombella che toglieva le ragnatele dal sette della porta difesa da Di Giovanni. Sulle ali dell’entusiasmo l’Angri sfiorava il tris. Galantucci saltava Di Giovanni, ma, a porta sguarnita, calciava malamente sull’esterno della rete. Al 90’ palla goal anche per Scarpa. Mezza girata volante dell’attaccante ex Nocerina respinta bene da Di Giovanni. Giuseppe De Caro M O D I C A - A N G R I 2 -1 A conti fatti resta il rammarico per aver sprecato l'opportunità di
portare a casa almeno un pareggio. A conti fatti A N G R I - A R I A N O 1 - 0 Angri e Ariano sono protagoniste di una sfida alla camomilla che ben presto assume i connotati soporiferi facendo cadere in un lungo sonno i circa duemila spettatori presenti al “Novi”. L’unico bagliore di luce nel grigio pomeriggio angrese lo regala Martone nella ripresa realizzando la rete che regala la vittoria all’Angri dopo un stop forzato di tre giornate. L’undici dell’Agro ha smarrito la retta via e stenta ad imboccare quel percorso che ha abbandonato alla fine del girone di andata. Una vittoria che non ha soddisfatto i tifosi angresi che hanno lasciato lo stadio con tanto disappunto in un domenica in cui si è giocato in un clima surreale originato dalla protesta inscenata dai gruppi del tifo organizzato per protestare in merito all’ennesima identificazione ai danni degli oltre centoventi al rientro dalla trasferta di Cosenza. Ma la contestazione più veemente, però, è stata indirizzata nei confronti dei dirigenti angresi imputati di badare esclusivamente all’immagine e di mettere in secondo piano la tifoseria organizzata non tutelandola in modo adeguato. Striscioni srotolati nel corso di tutta la gara e cori nei confronti di alcuni dirigenti hanno fatto da cornice ad una gara mediocre sotto il profilo tecnico evidenziando i limiti tecnici di un Ariano incapace di eseguire tre passaggi consecutivi, mentre i grigiorossi hanno palesato il cronico calo fisico. Provenza, in piena emergenza per le assenza di Selce, infortunato, De Felice e Amarante appiedati dal giudice sportivo, si affida alla coppia d’attacco Ria-Scarpa con l’ex Palmese ad agire da punta centrale e il cannoniere grigiorosso ad operare largo sulla corsia laterale. In difesa Di donato veniva preferito all’angrese Manzo, ritorno in campo dal primo minuto per il funambolico Somma. L’Ariano di mister Tudisco, orfano dello squalificato De Franco, si affida al classico schieramento con una difesa a quattro e in fase avanzata si appoggia alle giocate di Liccardi sostenuto da Barone. La cronaca è povera di spunti e le squadre non fanno nulla per cercare di risvegliare dal torpore il sonnacchioso pubblico. Per annotare azione degna di cronaca bisogna ricorrere all’estrema abilità dei cronisti presenti. La prima azione, non degna di tale nome, è di marca irpina con una conclusione dalla distanza di Fleres che finisce lentamente tra le braccia di Amabile. Al ’16 Scarpa prova a scuotere la porta ospite con una punizione dalla distanza che finisce a lato. Nella noia totale al ’19 arriva un angolo velenoso di Scarpa che crea scompiglio in area avellinese, ma senza risultati concreti. Un minuto dopo Gaeta dalla sinistra lascia partite un fendente che si spegne sull’esterno della rete. Al ’23 Galantucci ci prova con la sua specialità, il tiro a girare, ma stavolta la conclusione non crea allarmismi all’estremo difensore Valiante. Al ’32 sugli sviluppi di un calcio dalla bandierina battuto da Scarpa, Galantucci indirizza il pallone verso la porta dell’Ariano, ma la conclusione viene deviata di testa sul palo da Figini che sfiora l’autorete. I padroni di casa provano ad imprimere un ritmo più veloce alla gara è al 35’ Galantucci si libera sulla destra involandosi verso l’area irpina e di punta sibila il montante alla destra di Valiante ormai battuto. I risultati provenienti dagli altri campi rivitalizzano i grigiorossi che entrano in campo più determinati. Al ’10 un tiro di Liccardi chiama agli straordinari il pipelet angrese che si rifugia in calcio d’angolo deviando la spigolosa conclusione del numero nove. Un minuto dopo sul “Novi” arriva un bagliore di luce che illumina i grigiorossi e scalda i sogni dell’Angri: Somma riprende una deviazione della retroguardia irpina e scaraventa a centro un preciso traversone sul quale giunge puntuale Martone che di testa infila la palla in rete. La rete angrese spezza l’equilibrio, è fa calare il buio sulla gara che si trascina, senza emozioni, stancamente sino al ‘45’ quando un pallonetto di Barone finisce di poco alto sulla trasversale. Al’ 47 i salernitani hanno l’occasione per raddoppiare: Ricchetti, subentrato a Ria, viene steso in area da Barone con il direttore di gara ad assegnare la massima punizione. Dal dischetto Scarpa ha l’opportunità di incrementare il bottino di reti, ma il volo plastico di Valiante gli nega la gioia della rete. L’Angri non brilla, ma riesce a portare a casa i tre punti che le consentono di riportarsi nella zona play-off. Per alimentare tali speranza Provenza avrà molto da lavorare.
A N G R I - V I B O N E S E 1 - 2 L’Angri abbandona i sogni di promozione in serie C2 a seguito della seconda sconfitta consecutiva maturata al termine di una prestazione che definire mediocre appare ristrettivi. Senza idee la squadra di Provenza ha ceduto il campo all’undici calabrese capace di imporre nel catino del “Novi” il suo gioco senza trovare la minima opposizione da parte dei padroni di casa. Una formazione inguardabile lontana parente da quella vista all’opera prima delle festività natalizie. Qualcosa, senza dubbio, è cambiato in casa salernitana perché il tonfo con i rossoblù di Geretto ha evidenziato pecche che nel recente passato (Siracusa e Corigliano) era stato ben mascherato dalle prodezze dei singoli. Per evitare la sconfitta non sono servite le prodigiose parate del baby Amabile che ha evitato un passivo più pesante. Tra le fila calabresi da elogiare la prova del numero dieci Torres, classe ’85 autentico artefice della rimonta propiziando le due reti e mettendo in crisi la retroguardia di casa. L’Angri orfana di Scifo, assenza che si è fatta sentire, si affida alla freschezza di Di Donato e punta sul “tridente camuffato” con Ria, Galantucci e Scarpa. I grigiorossi desiderosi di cancellare la deludente sconfitta con l’Adernò premono nei minuti iniziali e al terzo si fanno vedere con una conclusione dalla distanza di Maranzano finita a lato. Due minuti dopo Amarante servito dal corner serve di testa Ria la palombella finisce di poco alta. Al 13’ si scuotono gli ospiti con una conclusione velenosa di testa di Spader che impegna severamente Amabile costretto a rifugiarsi in angolo. Sul ribaltamento di fronte nasce il vantaggio grigiorosso con un fraseggio veloce tra Ria (gara da dimenticare) e Scarpa con quest’ultimo atterrato fallosamente da Daniele. Il fiscale direttore di gare Grazioli non ha dubbi è assegna la massima punizione. Scarpa trafigge Pergolizzi realizzando il suo tredicesimo centro stagionale. La rete del vantaggio ha un effetto boomerang per i grigiorossi che tirano i remi in barca affidandosi a sortite individuali di Galantucci al 16’. Sono gli ospiti a sfiorare il pareggio al 28’ con una serpentina di Torres che superara come birilli i difensori locali, entra in area e viene anticipato in uscita da Amabile che respinge, sugli sviluppi la sfera finisce sui piedi di Campora che batte a colpo sicuro ma trova D’Agostino salva sulla linea. Al riposo si giunge con l’Angri in vantaggio, ma in perenne difficoltà dinanzi alle giocate di Spader e company. Ad inizio ripresa l’Angri sveste i panni di sparring-partner e comincia a produrre il gioco che più consono alle proprie potenzialità. Scarpa, al 5’ si libera di un avversario e lascia partire dai venti metri un tiro insidioso sul quale Pergolizzi interviene in due tempi anticipando Galantucci. Quello che poteva segnare il risveglio degli uomini di Provenza non è altro che l’ultimo sussulto primo della resa. La Vibonese passa al comando delle operazioni e già al 6’ serve il migliore Amabile sulla bordata dal limite di Spader, per tenere a galla la barca. Al 11’ però il pipelet di Bracigliano non può nella sulla conclusione aerea di Spader che riequilibra le sorti dell’incontro grazie ad una strepitosa giocate di Torres che semina il panico nella difesa e serve su un piatto di platino il pallone del pari. Dopo il pareggio gli ospiti non corrono più rischi adottando un atteggiamento guardingo aspettando di incunearsi con le ripartenze nella maglie grigiorosse. Al 31’ si consuma il pomeriggio di follia dell’Angri che capitola. Torres, il migliore in campo, guadagna un pallone nella trequarti si libera di un avversario e consegna la sfera a Campora, di prima intenzione lascia partire un fendente sul quale Amabile non può intervenire. Il sorpasso è consumato e l’Angri ammaina il vessillo. La reazione è tutta in un calcio di punizione di D’Arienzo (40’) sulla quale Pergolizzi si lancia in un prodigioso intervento salva risultato. Alla fine fischi e delusione accompagnano gli uomini di Provenza negli spogliatoi, la Vibonese esce vittoriosa, con merito, dal “Novi” violato per la prima volta.
A D E R N O' - A N G R I 1 - 0
Una partita getta al vento. Un'ottima occasione fallita per
incrementare il bottino in classifica, restare agganciati al treno delle
prime, tenere a debita distanza le velleità di rimonta delle squadre che
si tengono in scia. La trasferta di Catania lascia l'amaro in bocca ai
grigiorossi e al buon numero di fans (oltre duecento) calati fino in
Sicilia nella speranza di festeggiare l'ennesima domenica da mille e un
sogno. La realtà, invece, è stata un brusco risveglio: per la sconfitta,
perchè beccare gol a tempo quasi scaduto (Celso colpisce all'89') è
davvero una beffa; per la prestazione della squadra, visto che Amarante e
soci non hanno affatto brillato e, forse, avuto il torto di
"accontentarsi" del pareggio. Né la superiorità numerica, per
l'espulsione del portiere Cancelliere dopo circa un quarto d'ora di gioco
(fallo di mani galeotto fuori area per bloccare Scarpa lanciato a rete). Né
il calcio di rigore parato da Amabile alla fine della prima frazione (il
giovane pipelet non fa rimpiangere la partenza del più esperto Lucenti,
finito in settima al Ragusa) sono serviti a dare all'undici campano la
scarica di adrenalina giusta per piazzare la zampata vincente. Le pessime
condizioni del terreno di gioco (il fondo in terra battuta non ha
facilitato la manovra più tecnica dei salernitani) e la necessità da
parte dei padroni di casa di far punti salvezza hanno fatto pendere l'ago
della bilancia dalla parte avversa. Il merito della formazione di Strano?
Nessuno in particolare, se non aver creduto nella vittoria e messo in
campo una buona dose di cattiveria agonistica. E il rammarico aumenta
soprattutto in virtù di un primo tempo che ha visto i grigiorossi tenere
saldamente le redini del match in pugno. Tant'è che al primo, vero
affondo l'Angri s'incunea
A N G R I - C O R I G L I A N O 2 - 0
L’Angri è scesa in campo dimostrando di aver superato la bruciante sconfitta di Trapani e di aver la chiara intenzione di non lasciar scappare le dirette concorrenti nei quartieri alti della graduatoria. Provenza ha rimescolato le carte cercando di dare spazio ad elementi che in settimane gli avevano garantito maggiore affidabilità. Nell’undici iniziale spazio tra i pali al baby Amabile e rispolvera in retroguardia Cirillo con Ria utilizzato al fianco di Scarpa. Partenza a fari spenti per il “bolide” grigiorosso che da l’opportunità ai calabresi di prendere l’iniziativa al secondo minuto con un fendente dalla distanza di Tomasi finito alto sulla traversa. Al 5’ minuto Amarante nella zona mediana serve sulla destra Galantucci abile a liberarsi di due avversari entrare in aria e confezionare un preciso appoggio per Ria, buono il controllo, da dimenticare la conclusione finita alta. Il cronometro compie due giri di lancette e il Corigliano si spinge minaccioso in avanti: Catalano ci prova su punizione dalla distanza, amabile controlla in due tempi. Lo spirito garibaldino degli ospiti sprona i “puledri” grigiorossi e al 14’ arriva la rete del vantaggio. Sugli sviluppi di un corner battuto corto Galantucci si fa consegnare la sfera entra in area e lascia partire una conclusione ad effetto che si insacca alle spalle del colpevole Occhiuzzi che arriva in ritardo. La rete fa esplodere il catino del “Novi” e spegne le velleità dei calabresi lasciando presagire una gustosa goleada.Un minuto dopo è ancora Galantucci a rendersi minaccioso su calcio d’angolo con una battuta diretta costringendo il numero uno nerazzurro a rifugiarsi in angolo. I padroni di casa sembrano poter disporre a loro piacimento degli avversari e al minuto ’23 sfiorano il raddoppio sempre con Galantucci che si incunea in area, approfittando di uno scontro aereo al limite tra Scarpa e Carnevale, spavento per i due ma nessuna conseguenza di rilievo, ma si fa ipnotizzare dall’estremo difensore calabro abile a sradicare la sfera. Scampato il pericolo la formazione di mister Celi si riaffaccia nell’area salernitana con Russo che spedisce sull’esterno della rete. All’intervallo l’Angri arriva in vantaggio, ma con una tenuta di gioco cinica e poco speculare. Al rientro in campo Provenza decide di tenere in campo uno spento Ria, ma al 1’ Scarpa, supera il portiere in uscita e manda sull’esterno, sprecando l’occasione di fare tredici nella classifica cannonieri, spendendo a lato un’invitante occasione generata da un errato disimpegno della retroguardia ionica. La legge del calcio sembra materializzarsi al “Novi” sul ribaltamento di fronte Caputo si libera della marcatura di Cirillo entra in area e dal vertice basso serve un pallone di platino a Nicoletti ben appostato al centro dell’area, la conclusione alta ristabilisce l’equilibrio cardiaco dei quattromila angresi. In questa fase della gara i nerazzurri sono padroni del gioco porgendo la guancia, però, alle ripartenze dei locali che al 25’ hanno l’opportunità ghiotta di siglare il secondo gol ancora una volta con Scarpa. Il cannoniere recupera palla nelle trequarti e si invola sul versante sinistro accompagnato da Galantucci, al momento di servire quest’ultimo libero in aria viene attaccato da una eccessiva vena di egoismo esaltando le doti di Occhiuzzi. Sul conseguente angolo Maranzano prova la “bomba” facendo tremare le mani al pipelet. Alla mezz’ora Scarpa tenta di beffare la sorte, ma ancora una volta trova sulla strada Occhiuzzi. Un minuto dopo Amarante lascia partire una conclusione violenta dai trenta metri che non crea patemi al portiere casentino. La zampata risolutiva arriva in pieno recupero: Galantucci si libera sulla destra e pennella un morbido traversone sul quale si avventa con estrema rapacità Santonicola e mette la parola fine all’incontro. luigi d’antuono
T R A P A N I - A N G R I 1 - 0
Una sconfitta immeritata. Dopo dieci risultati utili consecutivi,
l'Angri arresta la sua marcia sul campo del Trapani. E' la
A N G R I - S I R A C U S A 1 - 0
Una vittoria di rigore per l’Angri che, in piena zona Cesarini, riesce a trovare la rete necessaria per prevalere di fronte ad un Siracusa mai domo. La formazione angrese alimenta i sogni di promozione a seguito del decimo risultato utile consecutivo che ha condotto i grigiorossi al terzo posto in classifica. Una vittoria di vitale importanza arrivata a seguito della più brutta prestazione vista al “Novi” in questo scorcio della stagione. Gran merito va al Siracusa capace di neutralizzare le giocate dei centrocampisti angresi che non hanno prodotto un numero sufficienti di palle giocabili per il reparto avanzato. Il tecnico Provenza ha sciolto i dubbi legati alla formazione nelle immediate ore che hanno preceduto la gara optando per l’inserimento, sin dal primo minuto, del giovane portiere Luigi Amabile e dando spazio a Roberto Ria come supporto dell’unica punta Scarpa e con Matrone arretrato sulla linea dei difensori per sopperire alla squalifica di D’Agostino. Il Siracusa, guidato dal campano Ernesto Apuzzo, si è presentato con il classico 4-4-2 puntando in avanti sulla verve prolifica dell’esperto Selvaggio e sulla forza fisica sulla mediana del giovane coloured Nnamani, mentre in difesa la coppia centrale Caruso-Qautrocchi vigila sugli attacchi salernitani. Il primo tempo si gioca su ritmi elevati con continui capovolgimenti di fronte. I primi venti minuti sono di chiara marca salernitana al 1’ Ria ci prova con un tiro ad effetto dalla sinistra che si spegne alto sulla traversa. Al 7’ Martone recupera palla al vertice sinistro dell’area angrese si invola sulla corsia destra e serve in profondità Scarpa, ma il diagonale del bomber è facile preda di Aprile. Al 10 si svegliano gli ospiti con una incursione in area di Nunnari che chiama all’uscita bassa Amabili che ferma in due tempi. Al 11’ sono ancora gli ospiti a sfiorare la rete con una punizione calciata di poco alta da Casisa. L’Angri non cista e si fa vedere al 16’ con Scarpa che si lancia in area e si libera di tre avversari, ma trova solo l’esterno della rete. La partita si infiamma e le due formazioni giocano a viso aperto e ne risente, per qualche minuto, lo spettacolo. Al 17’ ria ci prova su tirno da fermo calciando abbondantemente a lato. Al 26’ ancora sul calcio piazzato i grigiorossi provano a scardinare il bunker siculo, ma Aprile controlla senza patemi. L’Angri non è la solita formazione arrembate e le assenza di Somma sulla destra si fa sentire oltre misura. Il gioco sulle fasce latita e i rifornimenti per le punte sono ridotte all’osso. Ci provano così i difensori e al 27’ Selce, lavora un buon pallone entra in area e al momento di battere a rete perde l’equilibrio calciando debolmente. Il Siracusa carpisce le difficoltà dei padroni di casa e prova a trovare il guizzo vincente con Casisa che al 31’ impegna severamente Amabile costretto a respingere, l’azione prosegue con Rivolta, il migliore degli aretusei, che lavora un preciso pallone per l’accorrente Selvaggio che da pochi passi con un’incornata manda il pallone fuori di un soffio. Gli ospiti continua a presidiare la metà campo angrese portando un pressing asfissiante sui portatori di palla e così al minuto 36’ una girata in area di Selvaggio viene fermata da estremo difensore di casa. Prima dello scadere di tempo il Siracusa ci prova con Rivolta che dai venticinque metri lascia partire un fendente che termina alto sulla trasversale. Nell’intervallo Provenza cambia gli esterni lasciando negli spogliatoi Cozzolino e Ria rilevati da Fontanella e Di Donato con quest’ultimo a fare coppia centrale con Scifo, mentre D’Arienzo si porta sulla linea dei centrocampisti garantendo maggiore dinamicità all’assonnato reparto. Il tecnico siracusano, invece, rinnova fiducia all’undici iniziale assegnando il compito agli attaccanti di fare maggiore movimento e provare anche soluzioni dalla distanza come accaduto nella prima frazione di gioco. La ripresa è alla camomilla. Bisogna attendere, infatti, il 17’ per assistere ad un’azione degna di cronaca con un tentativo velleitario di Rivolta che finisce alto. L’Angri non riesce a destreggiarsi dalla morsa siciliana e il gioco non sortisce nessun effetto nemmeno con i cambi operati ad inizio ripresa. Sembra la classica giornata in cui nulla fila per il verso giusto e la conferma arriva al 27’ quando Galantucci si incunea sulla destra entra in area servendo sotto misura Scarpa che, in mischia, non riesce a dare la zampata giusta. Al 44’ arriva l’azione fotocopia di quella appena descritta: Galantucci entra in area, ma stavolta viene steso da Caruso, per l’arbitro non ci sono dubbi è calcio di rigore. Dal dischetto Scarpa: pallone da una parte, portiere dall’altra. “Novi” straripante di entusiasmo e la speranza di andare avanti C…osì…
A N G R I - F I N C A N T I E R I P A L E R M O 2 - 0 Comincia sotto i migliori auspici il nuovo anno per la squadra angrese che, pur soffrendo per un tempo, riesce a stendere i tignosi avversari della Fincantieri grazie ad un secondo tempo condotto in modo magistrale dai salernitani che per il terzo anno consecutivo riescono a centrare la vittoria nella prima gara dell’anno in precedenza, infatti, erano state sconfitte prima il Matera (2002) e poi il Potenza (2003). La formazione di Provenza è apparsa meno brillante del solito e prima di poter archiviare la pratica sicula ha sofferto per tutto il primo tempo. Ad inficiare sulla prestazione dei grigiorossi sicuramente i richiami di preparazione effettuati nel corso delle festività natalizie nel corso delle quali il tecnico salernitano e il preparatore atletico Barone hanno messo sotto torchio gli elementi della rosa. Le recenti affermazioni positive hanno richiamato al “Novi” il pubblico delle grandi occasioni e già diversi minuti prima dell’inizio la tribuna era assiepata in ogni ordine di posto. In casa grigiorossa si registra l’assenza inopinata, dall’undici di partenza, del regista Maranzano che si accomoda in panchina accanto al nuovo acquisto Roberto Ria. L’assenza per squalifica di Selce viene tamponata con l’innesto di Di Donato sulla corsia di destra e si parte con il canonico schieramento con Scarpa unica punta sostenuto a turno dai centrocampisti. I siciliani rispondo con una formazione infarcita di giovani juniores presentando ben otto giocatori in “età federale” e rinunciando alle prestazioni di Utro e Graffagnino appiedati dal giudice sportivo. Alla vigilia la gara appariva abbastanza agevole per l’undici della cittadina doriana chiamati a stanare le iniziative di una Fincantieri impelagata nelle parti pericolanti. Sul manto erboso del “Novi” la musica è stata, invece, diversa con gli uomini di Carollo lesti a chiudere gli spazi e ad imbrigliare le fonti del gioco salernitano. L’Angri tenta di incanalare la gara sui giusti binari è al 4’ reclama un rigore per un evidente fallo di mani in area del capitano isolano Perricone, ma l’arbitro lascia proseguire nonostante le forti proteste dei grigiorossi. Dieci minuti dopo il copione si ripete: al 14’ Scarpa, servito da Somma, colpisce sotto misura e il pallone viene fermato, ancora una volta dal braccio sinistro di Perricone, ma anche stavolta si continua a giocare. I grigiorossi capiscono che la vittoria dovranno guadagnarsela con le proprie forze e continuano a spingere, ma al 21’ Castorino interrompe il monologo angrese con una punizione che termine di poco alta. Un minuto dopo ci prova Casisa, ma senza fortuna. Le fasi di gioco subiscono una brusca frenata e per diversi minuti l’Angri non riesce a imbastire azioni d’attacco mentre i palermitani tengono in mano il pallino del gioco evidenziando discrete qualità nella fase di palleggio. Occorre aspettare il minuto ’32 per vedere un’azione degna di tale nome, la producono i padroni di casa sull’asse Scarpa-Galantucci, ma la conclusione viene respinta dal portiere Giampà. Trascorre appena un minuto e il giovane pipelet si erge a protagonista rifugiandosi in angolo su una velenosa punizione di Scarpa. Al 35’ la Fincantieri approfitta di una leggerezza difensiva e con Lo Coco si fa vedere dalle parti di De Felice che con una uscita disperata ferma la volata dell’attaccante e resta per qualche minuto a terra dopo lo scontro di gioco. A pochi minuti dalla fine Somma si procura un infortunio muscolare e viene rilevato da Ria. Il primo tempo si chiude con un tiro debole del neo entrato. Al ritorno in campo Provenza, come già avvenuto con il Rende, corre ai ripari e manda in campo il sagace Maranzano togliendo dalla mischia il difensore D’Arienzo adottando la difesa a tre uomini. Il primo acuto è di marca grigiorossa con Scarpa che di testa tenta di servire Ria in aria, ma Giampà in uscita arriva prima di tutti. Gli ospiti, spronati dal tecnico Carollo, sono poco inclini a subire le iniziative dei locali e al 5’ impegnano De Felice con un tiro operato da Di Vincenzo dal limite. Al ‘8 l’Angri ha la ghiotta occasione per sbloccare la partita con Scarpa che vede l’accorrente Galantucci arrivare e lo serve in piena area con una morbida pennellata, Galantucci supera in uscita Giampà, ma si allunga la sfera. L’amarezza viene scacciata un minuto dopo quando, su calcio di punizione, Scarpa mette sul tavolo la prelibata specialità mandando il pallone nell’angolo basso alla sinistra del portiere ospite: Angri in vantaggio la bolgia del “Novi” scandisce la gioia. L’undicesima rete stagionale del cannoniere grigiorosso varia il tema tattico della sfida con i siciliani che si lanciano in avanti lasciando prateria alle ripartenze angresi. Al ’16 Marazano colpisce il montante destro su un micidiale conclusione dai venti metri. L’Angri sciupa diverse opportunità per chiudere la gara e la Fincantieri cerca il colpo vincente con Lo Coco che impegna severamente l’estremo difensore di casa. Al 27’ diventa protagonista il direttore di gara che manda negli spogliatoi prima D’Agostino e Bonera colpevoli si essersi scambiati colpi proibiti sotto lo sguardo del primo assistente Savella e poi espelle Casisa per eccessive proteste costringendo i siculi a rincorrere i nove uomini. Al ’40 Scarpa, innescato dalla sinistra da Ria, spreca da pochi passi esaltando le qualità del giovanissimo Giampà (classe ’84). Due minuti dopo Galantucci prepara la conclusione dal limite dell’area e con una perla supera l’ultimo baluardo, ma il pallone si stampa sulla parte inferiore della traversa e rimbalza fuori. Sul ribaltamento di fronte Lo Coco sfiora il pareggio evitato da un prodigioso intervento del numero uno grigiorosso. Al ’48 arriva il meritato raddoppio con una azione di contropiede che vede Scarpa servire Galantucci che di esterno infilza la porta dei siciliani e festeggia la rete del raddoppio. A fine gara grande entusiasmo per il nono risultato utile incamerato, la scalata al vertice continua…
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